A Cana Gesù fa il primo miracolo capitolo 3- 4

 

capitolo terzo
A Cana Gesù fa il-suo primo miracolo
cv. 2, 1-12
.

* Tre giorni dopo si celebrava un matrimonio a Cana di Galilea al quale parteci-
pava la madre di Gesù.  Anche Gesù con i suoi discepoli fu invitato alle nozze.  Ad
un certo momento non ci fu più vino. Allora la madre di Gesù gli disse:  Non han-
no più vino ››.  Gesù le rispose:  Che (importa) a me e a te, o donna? L'ora mia
non è ancora venuta . Ma la madretdisse ai servi: Fate tutto quello che vi
dirà . V'erano là sei giare di pietra destinate alle abluzioni in uso tra i Giudei, ciascuna
della capacità di circa cento litri. Gesù ordinò ai servitori: « Empite le giare di
acqua ››.E essi le riempirono fino all'orlo. Poi aggiunse: Attingete ora e portate-
ne al direttore di mensa . E quelli ne portarono. Quando il direttore di mensa ebbe as-
saggiata l'acqua cambiata in vino  egli non sapeva donde venisse, ma ben lo sa-
pevano i servi che avevano attinto l'acqua chiamò lo sposo e gli disse : Tutti
servono dapprima il vino buono e quando sono brilli il meno buono. Tu invece hai
serbato il vino buono fino a questo momento! . Questo primo miracolo Gesù
lo fece a Cana di Galilea. Così manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero
in lui. Poi scese a Cafarnao con la madre, i parenti e i -discepoli, ma non vi rimasero
che pochi giorni.

A Gerusalemme per la Pasqua, Gesù caccia i mercanti dal Tempio
Gv. 2, 13-25. Mt. 21, 12-13. Mc. 11, 15-19. Lc. 19, 45-48.


* Essendo vicina la Pasqua dei Giudei, Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel
tempio mercanti di buoi, di pecore e di colombe e i cambiavalute ai loro banchi.
E, fatta una sferza di funicelle, tutti scacciò dal tempio, con le pecore e i buoi;
sparpagliò le monete dei cambiavalute, rovesciò i loro banchi, e ai venditori di
colombe disse: « Levate di qui queste cose; non fate più della casa del Padre mio
una bottega di traffico». Allora i discepoli si ricordarono di quanto sta scritto:
Lo zelo della tua casa mi consumerà. Allora i Giudei intervennero e gli chie-
sero: « Che miracolo ci mostri tu per agire così? ››. Rispose loro Gesù: « Demoli-
te questo tempio, e io in tre giorni lo riedificherò ››.  Ripresero ti Giudei: « In qua-
rantasei anni fu costruito questo tempio e tu in tre giorni lo riedificherai? ››.  Egli
però diceva del tempio del suo corpo. Così quando Gesù risuscitò dai morti,
i discepoli si ricordarono che egli aveva detto questo e credettero alla Scrittura e
alla parola pronunciata da Gesù. Mentre egli era in Gerusalemme nella
solennità della Pasqua molti credettero in lui, vedendo i prodigi che faceva. Ma
Gesù non si fidava di loro, perché li conosceva tutti, e non aveva bisogno che
altri gli rendesse testimonianza, dell'uomo:egli stesso, infatti, sapeva cosa c'era nell'uomo.

Gesù e Nicodemo
Gv. 3, 1-21.


* Vi era, tra i farisei, un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei.  Egli
andò da Gesù di notte, e gli disse: « Rabbi, noi sappiamo che sei venuto da Dio
come maestro, perché nessuno può fare i miracoli che tu fai, se Dio non è con lui ››.
Gesù gli rispose : In verità in verità ti dico: se uno non nasce dall'alto, non può
vedere il regno di Dio ››. E Nicodemo: Come può nascere un uomo che è già
vecchio? Può forse entrare nel grembo di sua madre una seconda volta e rinascere? ››.
E Gesù « In verità in vefità ti dico: se uno non nasce dall'acqua e dallo
Spirito, non può entrare nel Regno di Dio. Ciò che è nato dalla carne, è carne; e ciò
che è nato dallo Spirito, è spirito. Non ti meravigliare perché io ti ho detto: Do-
vete nascere dall'alto.  Il vento soffia dove vuole e tu ne odi il suono, ma non sai
donde viene e dove va. Così è di chiunque è nato dallo Spirito». Rispose Nicode-
mo: « Come è possibile che questo avvenga? ». E Gesù: « Tu sei maestro in Israe-
le e non sai queste cose? In verità in verità ti dico: Noi parliamo di quel che
sappiamo e attestiamo quello che abbiamo veduto: ma voi non ricevete la nostra
testimonianza. 12 Se io vi ho» parlato delle cose della terra, e non credete, come cre-
derete se vi parlo delle cose del cielo? Eppure nessuno è salito al cielo se non
colui che è disceso dal. cielo, il Figlio dell'uomo.
E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così è necessario che il Figlio del-
l'uomo siae innalzato  perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.  Dio ha
tanto amato il mondo da dare il Figlio suo, l'Unigenito, perché chiunque crede in
lui non perisca, ma abbia la vita eterna. Poiché Dio ha mandato il suo Figlio nel
mondo non per condannare il mondo, ma perché il mondo fosse salvato da lui. Chi
crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già condannato perché non
ha creduto nel nome dell'Unigenito Figlio di Dio. Ed ecco la condanna: la luce è
venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, poiché
le loro azioni erano malvagie.  Chi infatti fa il male odia la luce, e non viene
verso la luce per timore che le sue opere siano svelate; ma chi pratica la verità
viene verso la luce perché sia manifesto che le sue opere sono state fatte in Dio .

Gesù è il divino rivelatore
Gv. 3, 31-36
.

 
* Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti. Chi viene dalla terra è terreno e
parla da terreno. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti;  e ciò che ha veduto e
udito, egli l'attesta, ma nessuno ne accoglie la testimonianza.  Chiunque ne ac-
coglie la testimonianza attesta che Dio è verace. Perché colui che Dio ha inviato
dice le parole di Dio, il quale dà lo Spirito senza misura.  Il Padre ama il Figlio e
tutto ha posto nelle sue mani. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna: ma chi
non crede nel Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio sta su di lui.

Giovanni Battista dichiara ancora che Gesù è il Messia
Gv. 3, 22-30.


* Dopo queste cose Gesù andò coi suoi discepoli nella regione della Giudea; e vi
si trattenne con loro e battezzava. Anche Giovanni era a battezzare in
Ainon, vicino a Salim, dov'erano acque abbondanti; e molti vi accorrevano e› si
facevano battezzare; “infatti Giovanni non era, ancora stato messo in prigione.
Avvenne dunque una discussione tra i discepoli di Giovanni e un giudeo a pro-
posito della purificazione. “E quelli andarono da Giovanni e gli dissero: « Mae-
stro, colui cheera con te di là dal Giordano, al quale tu hai reso testimonianza,
ecco egli battezza, e tutti accorrono a lui ››. ”Rispose loro Giovanni e disse:
Non può un uomo ricevere nulla, se non gli è stato dato dal cielo. Voi stessi mi
rendete testimonianza che io ho detto: Non sono io il Messia, ma sono stato in-
viato avanti a lui”. Chi ha la sposa è sposo; ma l'amico dello sposo, che è pre-
sente e l'ascolta, gioisce quando ode la voce dello sposo. Ora questa mia gioia si
è compiuta. Bisogna che egli cresca e io diminuisca ››.

Il Battista in carcere. Gesù lascia la
Giudea
Mt. 4, 12. Mc. 4, 17. Lc. 3, 19-20. Gv. 4, 1-3.


* Erode intanto aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo teneva in carcere a
causa di Erodiade, la moglie di Filippo suo fratello, ch'egli s'era presa in moglie.
Quando il Signore seppe ciò, e che i farisei avevano udito che Egli faceva più
discepoli e battezzava più di Giovanni - quantunque non Gesù, ma i suoi disce-
poli battezzassero - lasciò la Giudea e ritornò in Galilea.

Gesù attraversa la Samaria. Suo colloquio con la donna samaritana
Gv. 4, 4-42.


* Doveva passare attraverso la Samaria. Giunse dunque nella città della Samaria
chiamata Sichar, presso il podere che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio.
Là c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco per il viaggio, si
sedette accanto al pozzo. Era circa l'ora sesta.
Capita una -donna di Samaria ad attingere acqua. Le dice Gesù: « Dammi da
bere». “I suoi discepoli frattanto erano andati in città a comprar da mangiare.
Rispose la donna sarnaritana: « Come mai, tu che sei giudeo, chiedi da bere a
me che sono samaritana? ». Infatti i Giudei non hanno buoni rapporti con i Sa-
maritani.-Gesù le rispose: « Se tu conoscessi' il dono di Dio e chi è che ti dice: “Dammi
da bere”, tu stessa l'avresti pregato ed egli ti avrebbe dato un'acqua viva ››. 11« Si-
gnore, gli disse la donna, tu non hai nulla con' cui attingere e il pozzo è profondo:
dove dunque prendi acqua viva? Saresti forse più grande del padre nostro Giacob-
be che dette a noi il pozzo e ne bewe lui stesso e i suoi figli e le sue greggi? ››. 13 Ri-
spose Gesù: « Chiunque beve di quest'acqua avrà sete di nuovo,  ma chi berrà
l'acqua che io gli darò non avrà più sete in eterno; anzi l'acqua che io gli darò diven-
terà in lui fonte d'acqua zampillante in vita eterna ››. Gli disse la donna: « Signore, dammi
quest'acqua, e io non avrò più sete, né verrò più qui ad attingere ››. Dice a lei!
« Va', chiama tuo marito e ritorna qui ››. Rispose la donna: « Non ho marito ››. E
Gesù: « Hai detto bene: “non ho marito”; infatti hai avuto cinque uomini, e quel-
lo che ora hai non è tuo marito: in questo hai detto il vero ››.  E la donna: « Si-
gnore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri adorarono su questo monte e
voi dite che Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare››. “Le dice Gesù: « Cre-
dimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete
il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete: noi adoriamo ciò che conosciamo
perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l'ora, ed è questa, nella quale i veri
adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità. Il Padre vuole tali adoratori. Dio
è spirito, e i suoi adoratori devono adorarlo in spirito e verità ››.
Gli disse la donna: « So che deve venire il Messia (che tradotto significa: Cri-
sto); quando egli verrà ci annunzierà ogni cosa ››. Le disse Gesù: « Sono Io, colui
che ti parla ››. In quel momento arrivarono i suoi discepoli e si meravigliarono che discor-
resse con una -donna. Nessuno però disse: Che cosa le chiedi? ››, oppure: « Perché
parli con lei? ››. La donna intanto lasciò la sua anfora, e se ne andò in città, e di-
ceva alla gente: « Venite, e vedrete un uomo che mi ha detto tutte le cose che ho
fatte: che sia lui il Messia? ››. Uscirono dunque dalla città e vennero da lui.
“Intanto i -discepoli lo pregavano dicendo: « Rabbi, mangia ››.  Ma egli rispo-
se loro: « Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete ››.  Si domandarono i
discepoli: « Forse qualcuno gli ha portato da mangiare? ››. Ma Gesù disse loro:
« Il mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato e compiere l'opera sua.
Non dite voi: “Ancora quattro mesi, e viene la mietitura?”. Ecco, io vi dico:
alzate gli occhi vostri e osservate i campi che già biancheggiano per la messe. Il
mietitore riceve la sua ricompensa e raccoglie il frutto per la vita eterna: perché
insieme ne goda e colui che semina e colui che miete. In questo s'avvera il det-
to: “l'uno semina e l'altro miete”. Io vi ho mandati a mietere quello che non
avete lavorato: altri 'hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro ››.
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola. della donna
che attestava: « Mi ha detto tutto quello che ho fatto ››.
Quando poi giunsero da lui i Samaritani, lo rpregaróno di rimanere con loro.
E vi rimase due giorni. E molti altri ancora credettero in lui per la sua parola.
“e dicevano alla donna: « Non è più per la tua parola che crediamo; noi stessi ab-
biamo udito e sappiamo che questi è veramente
il Salvatore del mondo .

Gesù  di nazareth 4 capitolo


Giunto a Cana, Gesù guarisce il figlio dell'ufficiale '
Gv. 4, 43-54`.

 
* Trascorsi due giorni Gesù partì di là è andò in Galilea, “benché egli stesso
avesse dichiarato che un profeta non è onorato nella propria patria. 45 Quando
poi giunse nella Galilea, i Galilei l'accolsero, avendo essi veduto quanto aveva
fatto a Gerusalemme durante la festa, alla quale essi pure erano andati.
Ritornò dunque Gesù in Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in vino.
E c'era un ufficiale del re, il cui figlio si era ammalato a Cafarnao.Questi, udito
che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò da lui e si mise a pregarlo perché 
volesse scendere a guarirgli il figlio che stava per morire. Gesù gli disse:
« Se voi non vedete miracoli e portenti, non volete proprio credere! ». L'ufficiale 
gli rispose: « Signore, scendi prima che il mio bambino muoia! ››. 5° Gli disse Gesù: 
« Va, il tuo figliolo vive ». Quell'uomo credette alla parola dettagli da Gesù e si
mise per strada. Mentre scendeva, gli corsero incontro i suoi servi, dicendo:
« Tuo figlio vive! ››. Egli domandò loro in quale ora avesse cominciato a star me-
glio; e gli dissero: « E' stato ieri, verso l'ora settima, che la febbre lo lasciò ». 
Il padre riconobbe che si ,trattava proprio dell'ora in cui Gesù gli aveva detto:Il tuo
figliolo vive. E credette lui e tutta la sua famiglia. Fu, questo il secondo miracolo 
compiuto da Gesù al suo ritorno dalla Giudea nella Galilea.

Gesù inizia la predicazione del Regno di Dio
Mt. 4, 13-17. Mc. 1, 14-15. Lc. 4, 14-15.


 * E, lasciata Nazareth, venne ad abitare in Cafarnao, sulla riva del lago ai confini
di Zabulon e di Neftali.Così si compiva quel che era stato detto da Isaia profeta:
Terra di Zabulon e terra di Neftali, sulla via del mare, paese oltre il Giordano,
Galilea delle genti! Il popolo che era nelle tenebre ha veduto una gran luce; 
per coloro che giacciono in regione e ombra di morte la luce è sorta.
Da quel momento Gesù cominciò a predicare e a dire: « Ravvedetevi perché
il regno dei cieli è vicino ››.

Gesù chiama i primi discepoli _
Mc. 4, 18-22. Lc. 5, 1-11. Mc. 1, 19-20. 

 
* Mentre la folla lo assediava per ascoltare la parola di Dio ed egli se ne stava
sul lido di Genesaret, vide due barche ferme lungo la riva del lago. I pescatori
n'erano discesi e lavavano le reti. Eg1i salì sopra una di quelle barche, che era
di Simone, e lo pregò di scostarsi un po' da terra; poi, seduto, dalla barca ammae-
strava le folle. Quando ebbe finito di parlare disse a Simone: « Prendi il largo e 
calate le reti per la pesca. Simone gli rispose: « Maestro, abbiamo faticato per 
tutta la notte e non abbiamo preso nulla; pure sulla tua parola calerò le reti». 
E avendolo fatto, presero una tale quantità di pesci che le loro reti si rompevano. 
Allora fecero segno ai compagni dell'altra barca di venire ad aiutarli. E quelli 
vennero e riempirono tutte e ,due le barche, tanto che per poco non affondavano,
Veduto questo, Simon Pietro si gettò ai piedi di Gesù, dicendo: « Signore, al-
lontanati da me che sono un peccatore! ››.Infatti un grande stupore si era impos-
sessato di lui e di tutti quelli che erano con lui, per la gran pesca che avevano
fatta; e così pure Giacomo e Giovanni,figli di Zebedeo, compagni di Simone. Ma
Gesù disse a Simone: « Non temere: d'ora innanzi tu sarai pescatore di uomini ››.
Ed essi, tratte le barche a terra, lasciata ogni cosa, lo seguirono.
E andando un po' avanti, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fra-
tello, anch'essi nella barca intenti a rassettare le reti. Subito li chiamò: ed
essi, lasciando Zebedeo, loro padre, nella barca coi garzoni, lo seguirono.

Gesù insegna nella sinagoga di Cafarnao
Mc. 1, 21-28. Lc. 4, 31-37.

 * E giunsero a Cafarnao di sabato e subito, entrato nella sinagoga, insegnava.
E tutti erano pieni di stupore per il suo insegnamento, perché ammaestrava come
chi ha autorità, e non come gli šcribi.Nella loro sinagoga si trovava un uomo 
posseduto da uno spirito immondo che gridava e diceva: « Che c'è fra noi e te, 
Gesù di Nazareth? Tu sei venuto per mandarci in perdizione. Io so chi sei tu:
il Santo di Dio»..»Ma Gesù gli intimò:« Taci, ed esci da costui ››.
E lo spirito' immondo, dopo averlo sbattuto, gridando forte, uscì da' lui.Tutti 
sbigottirono, tanto che discutevano tra loro dicendo: « Che è mai questo? 
Un insegnamento nuovo dato con autorità! Anche agli spiriti impuri egli comanda, 
e gli ubbidiscono! ››.Così la sua fama si diffiuse rapidamente e dovunque, 
in tutta la regione della Galilea. 

Gesù guarisce la suocera di Pietro
Mt. 8, 14-15. Mc. 1, 29-31. Lc. 4, 38-39.


 * Uscito dalla sinagoga, andò con Giacomo e Giovanni in casa di Simone e di
Andrea. La suocera di Simone era a letto febbricitante. Subito gli parlarono di
lei. Egli, avvicinatosi, la prese per mano e la fece alzare; la febbre la lasciò 
ed essa si mise a servirli.

A sera, in Cafarnao, Gesù guarisce altra gente .
Mt. 8, 16-17. Mc. 1, 32-34. Lc. 4, 4o-41


 * Al tramonto del sole tutti quelli che avevano infermi colpiti da diverse malat-
tie li portavano a lui: ed egli, imponendo le mani su ciascun di loro', li guariva.
Da molti di essi uscivano anche i demoni gridando: « Tu sei il Figlio di Dio! ››.
Ma egli li sgridava e non permetteva loro di parlare, perché sapevano che egli era
il Cristo.

Gesù si ritira a pregare e lascia Cafarnao
Mc. 1, 35-38. Lc. 4, 42-43. 


 * La mattina dopo, mentre era ancora molto buio, egli si alzò, uscì e se ne andò
in un luogo solitario, e là pregava. Simone con i suoi compagni lo cercarono
e trovatolo gli dissero. « Tutti ti cercano». Rispose loro: « Andiamo altrove,
nei villaggi vicini, affinché io predichi anche là. Per questo infatti io sono 
venuto>>.

Gesù viaggia attraverso la Galilea
Mt. 4, 23-25. Mc. 1, 39. Lc. 4, 44.


 * E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe
e predicando il Vangelo del regno e risanando ogni malattia e ogni infermità nel
popolo. E la sua fama si diffuse per tutta la Siria. E gli portavano tutti gli
ammalati colpiti dalle malattie e dai dolori più disparati: indemoniati, lunatici,
paralítici; e li guarì. Grandi folle poi lo seguirono dalla Galilea e dalla Decapoli, 
da Gerusalemme e dalla Giudea e da oltre il Giordano.

Gesù guarisce un lebbroso
Mt. 18, 24. Mc. 1, 40-45. Lc. 5, 12-16.


 * E un lebbroso venne a lui e lo pregava in ginocchio dicendogli: « Se vuoi,
tu puoi mondarmi! ››.Gesù, impietosito,stese la mano, lo toccò e gli disse: « Lo
voglio, sii mondato». Subito la lebbra sparì e fu mondato.  E, con tono severo,
Gesù subito lo congedò, dicendogli:Bada di non dirlo a nessuno; ma va',mostrati 
al sacerdote e offri per la tua purificazione quel che Mosè ha prescritto,
perchè serva loro come testimonianza della tua guarigione ››. Ma quello, partito,
incominciò a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più en-
trare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori in luoghi solitari. Tuttavia
la gente veniva a lui da ogni parte.

Ritornato a Cafarnao, Gesù sana un paralitico 
Mt. 9, 1-8. Mc. 2, 1-12. Lc. 5, 17-26.


 * E dopo alcuni giorni, entrato nuovamente in Cafarnao, si seppe che era in
casa. E vi si radunarono molte persone, così che non c'era più posto neppure 
davanti alla porta. Ed egli predicava loro la Parola. E vennero alcuni a portargli 
un paraIitico, sorretto da quattro uomini. Non potendolo introdurre sino a lui a causa
della folla, scoprirono il tetto dalla parte dove egli si trovava e, fatta un'apertura, 
vi calarono il giaciglio sul quale stava il paralitico. Gesù, vedendo da ciò la loro 
fede, disse al paralitico: « Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati.Or vi erano alcuni
scribi là seduti, e ragionavano in cuor loro: «Come mai costui parla così? Bestemmia! 
Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?. Subito Gesù, conosciuto nel suo spirito 
che così ragionavano dentro di sé, disse loro: « Perché ragionate così nei vostri cuori? 
Cos'è più facile:dire al paralitico: “Ti sono rimessi i peccati, oppure dirgli: Alzati, 
prendi il tuo giaciglio e cammina?.Ora, affinché sappiate che il Figlio dell'uomo ha sulla
terra il potere di rimettere i peccati,(disse rivolto al paralitico): Dico a te:alzati, 
prendi il tuo giaciglio e vattene a casa tua ››. Quello s'alzò, prese subito il suo 
giaciglio e se n'andò, così che tutti stupivano e glorificavano Dio dicendo:
« Non abbiamo mai veduto nulla di simile ».

Gesù chiama Matteo all'apostolato
Mt. 9, 9-13. Mc. 2, 13-17. Lc. 5, 27-32.


 * Ed egli uscì di nuovo dirigendosi verso il lago; e tutto il popolo andava a lui
ed egli lo ammaestrava. E passando, vide Levi [detto Matteo], figlio d'Alfeo, che stava 
seduto al banco di esattore, e gli disse: « Seguimi ››. Ed egli, alzatosi, lo seguì.
E mentre Gesù si trovava adagiato a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori 
si trovarono a mensa con Gesù e i suoi discepoli. Infatti erano molti che l'avevano seguito. 
Gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con pubblicani e peccatori, domandarono ai suoi 
discepoli: Come mai mangia e beve con pubblicani e peccatori? ››. Gesù, che aveva udito,
rispose loro :« Non hanno bisogno del medico i sani, ma gli ammalati; io non sono
venuto a chiamare i giusti, m'a i peccatri ››. `

Gesù risolve la questione del digiuno
Mt. 9, 14-17. Mc. 2, 18-22. Lc. 5, 33-39.


* I discepoli di Giovanni e i farisei facevano un digiuno, ed alcuni gli domandarono: 
Perché i discepoli di Giovanni e dei farisei digiunano mentre i tuoi discepoli non 
digiugnano? . Gesù rispose loro:Possono forse gli invitati a nozze digiunare mentre 
lo sposo è con loro? Finché lo sposo è con loro non possono digiunare. Ma verranno i 
giorni nei quali lo sposo sarà loro tolto e allora, in quei giorni, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa nuova su un abito vecchio, altrimenti la toppa nuova 
porta via un po' del vecchio, e lo strappo si fa più grande. E nessuno versa vino nuovo 
in otri vecchi, altrimenti il vino fa scoppiare gli otri, e si perche il vino e anche 
gli otri; ma vino nuovo a otri nuovi». '

« Il sabato è fatto per l'uomo, e non l'uomo per il sabato ››
Mt. 12, 1-8. Mc. 2, 23-28. Lc. 6, 1-5.


 * Gli avvenne poi un sabato di attraversare i campi seminati, e i suoi discepoli,
strada facendo, si misero a cogliere delle spighe. Allora i farisei gli dissero: 
Perché essi fanno di sabato quel che non è permesso?. Egli rispose loro: « Non
avete! mai letto quel che fece Davide quando fu nel bisogno ed ebbe fame, lui e
quanti erano con lui? Come entrò nella casa di Dio, al tempo del sommo sacerdote 
Abiatar, e mangio' i pani della Proposizione, dei quali a nessuno è lecito ci-
barsi se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni? ››.E disse loro:
« Il sabato è fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato;  perciò il Figlio del-
l'uomo è padrone anche del sabato .

Gesù guarisce un uomo dalla mano paralìzzata
Mr. 12, 9-13. Mc. 3, 1-5. Lc. 6, 6-11.


 * Un altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C'era là un
uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei l'osservavano
per vedere se egli lo guarisse di sabato e così avere un capo d'accusa contro di lui.
Ma egli, che conosceva i loro pensieri, disse all'uomo che aveva la mano para-
lizzata: « Alzati e mettiti qua nel mezzo ››.Quello si alzò e se ne stette in piedi. Poi
Gesù disse a loro: « Domando a voi: è lecito in giorno di sabato far del bene anziché 
far del male, salvare una vita anziché perderla? ››.E volgendo lo Sguardo su loro tutti, 
disse all'uomo: « Stendi la tua mano ››. Quegli la stese e la sua mano ridivenne normale. 
Ma essi furono invasi da furore, e discutevano fra loro che cosa potessero fare a Gesù.

Gesù continua ad operare guarigioni
Mt. 4, 24-25. Mc. 3, 17-12. Lc. 6, 17-19. Mt. 12, 11-21.


 * Gesù si ritirò verso il lago con i suoi discepoli, e una folla numerosa lo seguì
dalla Galilea; Be anche dalla Giudea e da Gerusalemme e dall'Idumea e da oltre il
Giordano e dalla regione di Tiro e di Sidone una grande moltitudine, udendo parlare 
di tutto ciò che egli faceva, venne a lui. Disse perciò ai discepoli che gli tenes-
sero pronta una barca, perché la folla non l'opprimesse. E, siccome ne aveva guariti 
molti, gli ammalati si premevano addosso a lui per toccarlo.
E gli spiriti immondi, quando lo vedevano, glì si prostravano davanti e gridavano: 
« Tu sei il Figlio di Dio!››. Ma egli ordinò loro con tono severo di non manifestare 
chi egli fosse. Cosi si compiva ciò che fu detto dal Profeta Isaia: Ecco il mio Servo, 
che ho scelto,il mio diletto nel quale si compiace l'anima mia. Porrò il mio Spirito 
sopra di lui, ed egli annunzierà la giustizia alle nazioni.
Non disputerà né griderà,né udirà alcuno nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà la 'canna piegata, né spegnerà il lucignolo fumigante,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia.
E nel nome di lui i popoli porranno la loro speranza”.

Gesù sceglie i dodici I
Mt. 5, 1; 10, 14. Mc. 3, 13-19. Lc. 6, 12-16.


 * In quei giorni egli andò sulla montagna a pregare, e vi passò tutta la notte
pregando Dio. Quando fu giorno chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici
ai quali diede anche il nome di Apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, e An-
drea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso,
Giacomo, il figlio di Alfeo, Simone detto Zelota, Giuda, fratello -di Giacomo, e
Giuda Iscariota che divenne poi traditore.

Gesù proclama le beatitudìni
Lc. 6, 17-20. Mt. 5 (1-2) 3-12. Lc. 6, 21-26.


 * Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante, tra la folla dei discepoli
e una grande moltitudine di popolo accorsa da tutta la Giudea e da Gerusalemme e 
dal litorale di Tiro e di Sidone, per ascoltarlo e per essere sanati dalle loro 
infermità. Anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi n'erano guariti. 
E tutta la folla cercava di toccarlo, perché usciva da lui una forza che guariva tutti.
Egli allora, alzati gli occhi sui suoi discepoli, disse: Beati i poveri in spirito, 
perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. 
Beati i miti, perché possederanno la terra. Beati gli affamati e' gli assetati di 
giustizia, perché saranno saziati.Beati i misericordiosi, perché otterrano misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati i fautori di pace, perché saranno
chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi 
è il regno dei cieli.Beati sarete voi quando vi disprezzeranno e vi perseguiteranno 
e diranno ogni male, falsamente, contro di voi, per causa mia.Godete ed esultate, perché
grande è la ricompensa vostra nei cieli; così infatti perseguitarono i profeti che
vi precedettero.

Voi siete il sale della terra e luce del mondo. 
Mr. 5, 13-16.


 * Voi siete il sale della terra; ma se il sale diventa insipido, con che gli si renderà 
il sapore? Non serve ad altro che ad essere buttato via e calpestato dagli uomini. 
Voi siete, la luce del mondo. Non può stare nascosta una città situata sopra un monte; 
né si accende una lucerna per metterla' sotto il moggio, ma sul candelabro, e fa luce 
a tutti quelli che' sono in casa. Così splenda la vostra luce davanti agli uomini, 
perché, vedendo le vostre opere buone, diano gloria al Padre vostro che è nei cieli

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