Gesù di nazareth capitolo 7 -- 8

capitolo 7

La parabola della lucerna e della misura
Mc. 4, 21-25. Lc. 8, 16-18.

 * E diceva loro: « Si porta forse la lucerna per metterla sotto il moggio o sotto
il letto? O non piuttosto sul lucerniere? Perché nulla v'è di occulto che non sarà
manifestato, e nulla di segreto che non sarà messo in luce.  Se uno ha
orecchi da intendere intenda ››.E ancora diceva loro: «Badate bene
a quello che udite. Nella misura con la quale misurate, sarà rimisurato a voi, e
riceverete anche di più voi che ascoltate. Poiché a chi ha sarà dato, e a chi non
ha anche quello che ha sarà tolto ››.

La parabola della semente che cresce spontaneamente
Mc. 4, 26-29.

* E diceva pure ad essi: « Così è il Regno di Dio, come un uomo che sparge il
seme nel terreno: ch'egli dorma o vegli, di giorno e di notte, il seme germoglia e
cresce, ed egli non sa come.  Da sé stessa la terra produce: prima erba, poi spiga,
poi grano gremito nella spiga. E quando il frutto è maturo, subito vi si mette la
falce perché è venuta la mietitura ».

La parabola della zinania
Mt. 13, 24-30.

 * E narrò loro un'altra parabola: « Il Regno dei cieli è simile alla vicenda di un
uomo che aveva seminato del buon grano nel suo campo. Ma, mentre tutti dormi-
vano, venne il suo nemico e seminò zizzania in mezzo al grano: poi se ne andò.
E quando il grano spuntò e fece la spiga, allora apparve anche la zizzania. 
I servi andarono dal padrone e gli chiesero: Signore, non seminasti buon grano nel
tuo campo? Come mai c'è della zizzania?”.Rispose loro: “Un nemico ha fatto que-
sto”. E i servi: “Vuoi dunque che andiamo a levarla?”.  Ed egli: “No, perché strap-
pando la zizzania non abbiate a sradicare anche il grano.  Lasciateli crescere insie-
me fino alla mietitura; e al tempo della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete
prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; poi raccogliete il grano che sarà
messo nel mio granaio” ».

La parabola del chicco di senape
Mt. 13, 31-32. Mc. 4, 30-32. Lc. 13, 18-19.

 * Propose loro un'altra parabola: « Il Regno dei cieli è come un chicco di se-
nape che un uomo prende e semina nel suo campo. E' il più piccolo di tutti i
semi; ma quando germoglia, diventa un grande arbusto e poi un albero, così che
gli uccelli possono farvi il loro nido ››.

La parabola del lievito
Mt. 13, 33. Lc. 13, 20-21.

 * Un'altra parabola raccontò loro: Il Regno dei cieli è simile al lievito che una
donna prese e nascose in tre misure di farina finché tutta la massa fermentò ››.

Gesù ammaestra le folle con parabole
Mt. 13, 34-35. Mc. 4, 33-34.
 * Tutte queste cose Gesù le insegnò con delle parabole e non parlava alla folla se
non con le parabole, affinché si adempisse quanto era stato detto dal profeta:
“La mia bocca pronuncerà delle parabole:annuncerò delle cose ignorate fin dall'ini-
zio del mondo”.

Gesù spiega la parabola della zizzania
Mt. 13, 36-43
.
 * Poi, lasciate le turbe, rientrò in casa, e i suoi discepoli gli s'accostarono chie-
dendogli: « Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». "Egli disse: « Chi se-
mina il buon seme è il Figlio dell'uomo; il campo è il mondo; il buon seme sono
gli aderenti al Regno; la zizzania, gli aderenti al Maligno; il nemico che la semi-
na è il diavolo; la mietitura è la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. Co-
me si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così accadrà alla fine del mondo.
“Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli; essi toglieranno dal suo Regno tutti
gli scandalosi e quelli che fanno del male e li getteranno in una fornace infocata,
dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti risplenderanno come il sole
nel Regno del Padre loro. Chi vuol capire,capisca! ;›.

Le parabole del tesoro e della perla preziosa
Mt. 13, 44-46.

Il Regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo: l'uomo che lo'tro-
va, lo rinasconde, e tutto contento va, vende quanto possiede e compra quel campo.
“Ancora il Regno dei cieli è simile a un mercante che cerca belle perle  e,
trovata una perla di gran prezzo, va, vende tutto quel che possiede e la compra ››.

La parabola della rete da pesca
Mt. 13, 41-50.
 * Il Regno dei cieli è pure simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie
ogni genere di pesci: quando è piena, i pescatori la traggono a riva e, stando a
sedere, mettono i pesci buoni nei canestri, e i cattivi li buttan via.  Così sarà alla
fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i malvagi dai giusti, e li
getteranno nella fornace infocata, dove sarà pianto e stridore di denti».

Gesù conclude il discorso delle parabole
Mt. 13, 51-52

 * Avete capito tutte queste cose? ››. Gli rispondono: « Sì ››. Egli soggiunse:Per
questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di
casa che trae fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie ››.

Gesù placa la tempesta
Mt 8, 18; 8, 23-27. Mc 4, 35-41. Lc 8, 22-25.

 * Venuta la sera di quel giorno, disse loro: « Passiamo all'altra riva ››.Allora i
discepoli, congedata la folla, lo presero, così com'era, nella barca, ed altre barche
andarono con lui. E si levò un turbine impetuoso di vento che spingeva le onde 
nella barca così che la barca già si riempiva. Egli però, a poppa, dormiva sopra 
un guanciale. Allora essi lo svegliarono e gli dissero: « Maestro, non t'importa 
che noi andiamo perduti? ››.Egli, alzatosi, comandò al vento e disse al lago: 
« Taci! Quietati! ››. Il vento cessò, e si fece una grande calma. E disse loro: 
« Perché siete così paurosi? Come mai non avete fede?››.
Essi, presi da timore grande, dicevano tra loro: « Chi è dunque costui, che per-
fino il vento e il mare gli ubbidiscono? ››.

A Gerasa Gesù libera un indemoniato
.Mt 8, 28-34. Mc 5, 1-20. Lc 8, 26-39.

 * Giunsero all'altra riva del mare, nel paese dei Geraseni. Appena Gesù scese
dalla barca, subito gli venne incontro uscendo dai sepolcreti un uomo posseduto
da spirito immondo. Questi aveva dimora nei sepolcri, e nessuno poteva tenerlo
legato, neppure con catene, perché spesso era stato legato con ceppi e con catene,
ma egli aveva spezzato le catene e rotto i ceppi, e nessuno riusciva a domarlo. E 
notte e giorno andava gridando sempre nei sepolcri e sui monti percuotendosi con
pietre. Vedendo Gesù da lontano, accorse e gli si prostrò davanti, e gridò con gran 
voce:Che c'è fra me e te', Gesù, Figlio di Dio, l'Altissimo? Io ti scongiuro per Iddio, 
non mi tormentare!. Perché Gesù gli diceva: « Esci, spirito immondo, da quest'uo-
mo . Poi gli domandò: Che nome hai? ››.Gli rispose: Il mio nome è Legione, per-
ché siamo molti. E lo supplicava con insistenza di non scacciarli da quel paese.
C'era là, sulle falde del monte, un grosso branco di porci a pascolare. “E
i demoni lo pregarono: Mandaci da quei porci, facci entrare in essi . Ed egli
lo permise. Allora gli spiriti impuri, usciti, entrarono nei porci, e il branco si 
avventò dall'alto del precipizio nel lago. Erano circa duemila, e affogarono nelle 
acque. I guardiani fuggirono e portarono la notizia nella città e per le campagne; e
tutti andavano a vedere ciò che era accaduto.  Arrivati da Gesù videro l'indemo-
niato seduto, vestito e sano di mente, lui che aveva avuto la Legione; e temettero.
E quelli che avevano visto, raccontarono loro ciò che era avvenuto all'indemoniato
e ai porci. "Allora essi lo supplicarono che se n'andasse dal loro territorio. “E
mentre Gesù risaliva nella barca, colui che era stato.indemoniato gli, chiese il per-
messo di stare con lui.  Egli però non glielo permise, ma gli disse: « Va' a casa
tua, dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore nella sua misericordia
ha fatto per te ››. Egli se n'andò, e cominciò a divulgare per la Decapoli le gran-
di cose che Gesù aveva fatte per lui; e tutti ne erano meravigliati.

Giairo prega Gesù per la figlia moribonda
Mt 9, 18-19. Mc 5, 21-24.. Lc 8, 40-42.

 * Ed essendo Gesù ritornato in barca all'altra riva, una grande folla di nuovo
gli si radunò intorno, mentre egli stava sulla riva del lago.  E gli venne incontro
uno dei capi di sinagoga, chiamato Giairo, il quale, vedutolo, cadde ai suoi piedi, 
e lo pregò insistentemente: La mia bambina è agli estremi; vieni, imponi le mani
su di lei perché sia salva e viva!. E Gesù andò con lui, e grande folla lo segui-
va e lo premeva da ogni parte.

Gesù premia la fede dell'emorroìssa
Mt 9, 20-22. Mc 5, 25-34. Lc 8, 43-48.

 * Ora una donna, la quale da dodici anni soffriva perdite di sangue, e aveva molto
patito in mano di numerosi medici e speso tutto il suo patrimonio senza alcun giova-
mento, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne fra la calca alle
sue spalle e gli toccò il mantello. Perché diceva tra sè: Se riesco a toccare anche
solo le sue vesti, sarò guarita . E immediatamente si ristagnò il suo flusso di san-
gue e sentì nel suo corpo di essere guarita da quella infermità. 
E subito Gesù, ebbe coscienza che una forza era uscita da lui, e voltosi indietro,
disse alla folla: « Chi ha toccato le mie vesti? . I discepoli risposero: « Vedi
bene la folla che ti preme e domandi: Chi mi ha toccato? .  Ma egli guardava 
intorno per vedere colei che lo aveva fatto.
Allora la donna, paurosa e tremante, ben sapendo quello che le era accaduto,
venne e gli si gettò ai piedi e gli disse tutta la verità. Egli le disse: « Figlia, la
tua fede ti ha salvata: va' in pace e sii guarita dal tuo male ››.

Gesù fa risorgere la figlia di Giairo
Mt 9, 23-26. Mc 5, 35-43. Lc 8, 49-56.
 
 * Parlava ancora quando vennero alcuni dalla casa del capo della sinagoga a dirgli:
La tua figliola è morta, perché disturbare ancora il Maestro? ». Ma Gesù, aven-
do udito quelle parole, disse al capo della sinagoga: Non temere, solo abbi fede ››.
E non permise che alcuno lo accompagnasse, se non Pietro, Giacomo e Giovanni
il fratello di Giacomo.
Giunti alla casa del capo della sinagoga, Gesù vide del tumulto e gente che
piangeva e mandava alte grida. Entrato, disse loro: Perché strepitate e piangete?
La fanciulla non è morta, ma dorme . E si beffavano di lui.
Ma egli, mandatili tutti fuori, prese il padre della fanciulla e la madre e i disce-
poli che l'accompagnavano ed entrò nella stanza dove giaceva la fanciulla. E pre-
sala per mano, le disse: Talithâ qüm!, che tradotto vuol dire: «Fanciulla, te lo
dico io, sorgi! ›;. E subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare: infatti
aveva già dodici anni. E furono presi da grande stupore. Ma Gesù raccomandò
loro insistentemente che nessuno lo sapesse; e ordinò che le fosse dato da man-
giare. -

Gesù  di Nazareth capitolo 8
Gesù guarisce due ciechi
Mr 9, 27-31.

 * Mentre Gesù si allontanava di là, due
ciechi lo seguirono gridando: « Abbi pietà
di noi, Figlio di Davide! ››. E giunto a
casa, due ciechi gli si presentarono e Gesu'
chiese loro: « Credete voi che io possa
far questo? ››. Gli rispondono: « Sì, Signo-
re ››. Allora egli toccò i loro occhi dicen-
do: << Vi sia fatto secondo la vostra fede ››.
Subito i loro occhi si aprirono. E Gesù li
ammonì severamente: « Badate, nessuno
lo sappia ››. Ma quelli, appena usciti di-
vulgarono la sua fama in tutta quella
regione.

Gesù libera un muto indemoniato
Mt 9, 32-34.

 * Usciti i ciechi, gli portarono un muto
indemoniato. E, cacciato il demonio, il
muto parlò. E le folle si meravigliarono:
« Non s'è mai visto nulla di simile in Israe-
le! ››. Ma i farisei dicevano: « E' per mez-
zo del principe dei demoni che egli scac-
cia i demoni ››.

Gesù predica a Nazareth, ma vi è cacciato
Mt 13, 53-58. Mc 6, 1-6. Lc 4, 16-30.

 * E venne a Nazareth dove era stato al-
levato, e il sabato entrò, secondo la sua
usanza, nella sinagoga, e si alzò per leg-
gere. Gli fu dato il libro del profeta
Isaia; ed egli, sroltolo, trovò il passo dove
stava scritto:
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo egli mi ha consacrato con
l'unzione; 
mi ha inviato ad annunziare la buona
novella ai poveri,
a proclamare la liberazione ai prigio-
nleri e il ricupero della vista ai ciechi,
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l'anno di grazia del Si-
gnore.Poi, arrotolato il volume e resolo al-
inserviente, si sedette. Gli occhi di tutti,
nella sinagoga, eran rivolti a lui. Comin-
ciò col dire loro: « Oggi ha il suo compi-
mento questa scrittura ch'è risonata alle
vostre orecchie ››. E tutti gli rendevano
testimonianza ed erano meravigliati delle
parole di grazia che uscivano dalla sua
bocca, e dicevano: « Non è forse questi il
figlio di Giuseppe?››.
Egli disse loro:_ «Certamente voi mi
citerete il proverbio: “Med1co, cura te
stesso”. Quelle cose che udimmo avvenute
in Cafarnao, compile anche qui nella tua
patria». Ma egli disse: «Io vi dico in
verità che nessun profeta è ben accetto
nella sua patria. In verità vi dico: molte
vedove c'erano in Israele ai» giorni di Elia,
quando il cielo si chiuse per tre anni e sei
mesi e vi fu grande carestia in tutto il
paese;eppure a nessuna di .esse fu man-
dato Elia, se non in Sarepta di Sidone a
una donna vedova. "E molti lebbrosi
c'erano in Israele al tempo del profeta
Eliseo; eppure nessuno di questi fu mon-
dato se non Naaman il siro ››.
Allora nella sinagoga tutti divennero
colmi d'ira all'udire queste cose, e leva-
tisi, lo cacciarono fuori dalla città e lo
condussero fino a un ciglio del monte sul
quale la loro città era edificata per get-
tarlo giù. Egli però, passando in mezzo
a loro. se n'andò. '

Gesù lstruisce l dodici apostoli
M: 9, 35-38; 10, 1; 10, 5-15. Mc 6, 6-11. Lc 9, 1-5.

 * Gesù andava in giro per tutte le città
e per i villaggi insegnando nelle loro sina-
ghoghe e predicando il Vangelo del Regno
e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
E nel vedere le folle s'impietosì, perché
erano stanche e prostrate come pecore
senza pastore. "Allora disse ai suoi disce-
poli: «La messe è molta, ma gli operai
sono pochi. Pregate dunque il padrone
della messe, affinché mandi operai alla sua
messe ››.
E chiamati a sé i suoi dodici discepoli,
dette loro il potere di scacciare gli spiriti
impuri e di guarire ogni malattia e ogni
infermità.
Questi dodici Gesù inviò a predicare
dopo aver loro date istruzioni dicendo:
«Non andate per le strade dei pagani, e
nemmeno entrate nelle città dei Samari-
tani; “ma rivolgetevi piuttosto alle pecore
perdute della casa d'Israele. E, andando,
predicate e dite che il Regno dei cieli è
vicino. °Guarite gli infermi, risuscitate i
morti, mondate i lebbrosi, scacciate i de-
moni; avete ricevuto gratuitamente, gra-
tuitamente date. Non vi procurate né
oro, né argento, né rame nelle vostre cin-
ture, né bisaccia per il viaggio, né due
tuniche, né calzari, né bastone, perché
l'operaio ha diritto al suo nutrimento.
“In qualunque città o villaggio entre-
rete, informatevi se vi sia qualche persona
degna, e là rimanete fino alla partenza.
Entrando in casa, salutate:  se la casa
è degna, venga su di essa la vostra pace;
se invece non è degna, la vostra pace
ritorni a voi. E se qualcuno non vi rice-
ve né ascolta le vostre parole, uscendo da
quella casa o da quella città, scuotete la
polvere dai vostri piedi.In verità vi di-
co: nel giorno del Giudizio sarà più tolle-
rabile la sorte per la terra di Sodoma e
di Gomorra che non per quella città.

Gesù dà istruzioni per il tempo della
persecuzione
Mt 10,16-42.

 * Ecco, io vi mando come pecore in
mezzo ai lupi: siate dunque prudenti come
serpenti e semplici come colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi
consegneranno ai tribunali, e vi flagelle-
ranno nelle loro sinagoghe; e sarete tra-
scinati davanti a governatori e a re per
causa mia a dare testimonianza a loro
e ai pagani. “Ma quando vi metteranno
nelle loro mani, non preoccupatevi di co-
me e di che parlare; perchè in quel mo-
nento vi sarà suggerito quanto dovrete
dire: non sarete infatti voi a parlare,
ma sarà lo Spirito del Padre vostro che
parlerà in voi.
Il fratello consegnerà il fratello per-
ché sia messo a morte, e il padre il figlio,
e i figli insorgeranno contro i genitori e
li uccideranno. “E voi sarete odiati da
tutti a causa del mio nome; ma chi avra'
perseverato sino alla fine, questi Sara
salvo. _
E quando vi perseguiteranno ln una
città, fuggite in un'altra, perché in verita'
vi dico: non finirete di percorrere le città
d'Israele, prima che venga il Fglio del'l'uomo. 
Non c'è discepolo sopra il maestro, ne
servo sopra il suo padrone. Basta al di-
scepolo essere come il suo maestro e al
servo come il suo padrone. Se hanno chia-
mato Beelzebul  padrone di casa, quanto
più i suoi familiari!  Non li temete dun-
que, perché non v'e nulla di nascosto che
non sarà svelato né di segreto che non
sarà conosciuto. Quello che io vi dico
nelle tenebre, ditelo nella luce: e quel che
udite all'orecchio, predicatelo sui tetti.
E non temete coloro che uccidono il
corpo, ma non possono uccidere l'anima;
temete piuttosto Colui che può e l'anima e
il corpo perdere nella Geenna.
Due passerotti non si vendono per un
soldo? Eppure, non uno di essi cade in
terra senza il permesso del Padre vostro.
Perfino i capelli del vostro capo sono
contati. Non temete dunque: voi valete
ben più di molti passeri.
“Chi dunque mi riconoscerà davanti
agli uomini, lo riconoscerò anch'io davanti
al Padre mio che è nei cieli; ma chi mi
rinneghera davanti agli uomini, anch'io lo
rinnegherò davanti al Padre mio che è
nei cieli.
Non crediate che io sia venuto a por-
tare pace sulla terra: non son venuto a
portare la pace ma la spada. Perché so-
no venuto a separare I'uomo da suo padre,
e la figlia da sua madre, e la nuora dalla
sua suocera:  e nemici dell'uomo saranno
i suoi familiari. "Chi ama il padre o la
madre più di me, non è degno di me; e
chi ama il figlio o la figlia più di me, non
è degno di me; e chi non prende la sua
croce e mi segue, non è degno di me.
Chi ha trovato la sua vita, la perderà; e
chi ha perduto la sua vita per amor mio
la troverà.
Chi riceve voi, riceve me; e chi riceve
me, riceve colui che mi ha mandato. Chi
riceve un profeta perchè è profeta rice-
verà Ia ricompensa di profeta; e chi riceve
un giusto perché è un giusto, riceverà la
ricompensa del giusto. "E chi darà da
bere anche solo un bicchiere d'acqua fre-
sca a uno di questi miei piccoli discepoli
perché discepoli, in verità io vi dico non
perderà la sua ricompensa ››

Gesù e i dodici predicano in Galflea
Mt 11, 1. Mc 6, 12-13. Lc 9, 6.

 * Quando Gesù ebbe finito di dare le sue
istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di
là per insegnare e predicare nelle loro
città.

Erode Antipa è assalito dal dubbi
Mt 14, 1-2. Mc 6, 14-16. Lc 9, 7-9.

 * Erode il tetrarca udendo tutte le cose
che avvenivano, non sapeva che pensare,
perché alcuni dicevano che Giovanni era
risorto dai morti; “altri che era apparso
Elia; e altri che era risorto uno degli anti-
chi profeti. “Erode però diceva: «Gio-
vanni l'ho decapitato io: chi è dunque
costui del quale sento dire tali cose? ››. 
E cercava di vederlo.

Come avvenne il martirio di Giovanni
Battista
Mt 14, 3-12. Mc 6, 17-29.

* Erode infatti aveva mandato ad arre-
stare Giovanni e lo teneva in carcere a
causa di Erodiade, la moglie di suo fra-
tello Filippo, ch'egli s'era presa in moglle-
"Perché Giovanni aveva detto a Erode:
“Non ti è lecito tenere la moglie di tuo
fratello”. Perciò Erodiade gli teneva ran-
core e bramava di farlo morire; ma non
poteva perche Erode aveva timore di
Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo,
e lo faceva sorvegliare; quando lo udiva,
restava molto perplesso, tuttavia l'ascol-
tava volentieri. 
Ma venne il giorno propizio in cui
Erode, per il suo compleanno, offrì un
convito ai grandi della sua corte, agli uffi-
ciali e ai notabili della Galilea.  Ed en-
trata la figlia di Erodiade, e avendo bal-
lato, piacque a Erode e ai convitati. Allora
il re disse alla fanciulla: « Chiedimi quello
che vuoi e io te lo darò». “E le giurò:
« Qualunque cosa tu mi domanderai, 'te la
darò, fosse anche la metà del mio regno ››.
Ed essa, uscita, chiese a sua madre:
« Che cosa debbo chiedere? Quella rispose: 
« La testa di Giovanni il Battista ››.  E
subito, rientrata in fretta dal re, domandò:
« Voglio che tu mi dia subito su un piatto
la testa di Giovanni il Battista ››.  Il re
ne fu contristato, ma a causa del' giura-
mento e dei commensali non osò farle
un rifiuto. "E subito, chiamato un sica-
rio, ordinò di portare la testa di lui. E
questi andò, lo decapitò nella prigione e
portò la sua testa su un piatto e la diede
alla fanciulla; e la fanciulla la diede a sua
madre.
Saputo il fatto, i suoi discepoli anda-
rono, presero il cadavere e lo deposero
in un sepolcro.

Gesù opera la prima moltiplicazione dei pani
Mt 14, 13-21. Mc 6, 30-44. Lc 9, 10-17. Gv 6, 1-13.

 * E gli apostoli si raccolsero intorno a
Gesù e gli riferirono tutto quello che ave-
vano fatto e ciò che avevano insegnato
“Ed egli disse loro: «Venite ora in di-
sparte, in un luogo solitario, e riposatevi
un poco! ››. Poiché tanti erano quelli che
andavano e venivano così che essi non
avevano neppure il tempo di mangiare.
Partirono dunque in barca verso un
luogo deserto e appartato. Però molti li
videro partire e li riconobbero e da tutte
le città accorsero là a piedi, e  preven-
nero. “Quando Gesù sbarcò e vide tanta
folla, n'ebbe compassione, perché erano
come pecore senza pastore, e si mise a
insegnare loro molte cose.
Ed essendo l'ora già molto avanzata
i suoi discepoli si avvicinarono a lui e gli
dissero: << Siamo in un luogo deserto, ed
è già tardi; congedali, perché vadano per
le campagne e per i villaggi vicini e si
comprino qualche cosa ua mangiare».
“Ma egli rispose loro: «Date loro voi
stessi da mangiare ››. Ed essi: «Andremo
dunque a comperare duecento denari di
pane per dar loro da mangiare? ››. Egli
chiese loro: << Quanti pani avete? Andate,
vedete ››Informatisi, gli dicono: « Cinque
pani e due pesci». “Allora egli ordinò
di farli mettere tutti a sedere sull'erba
verde, a gruppi.  E si disposero a riqua-
dri di cento e di cinquanta. Allora Gesù,
presi i cinque pani e i due pesci, levò gli
occhi al cielo, disse la benedizione, spezzò
i pani e li diede ai discepoli perché li di-
stribuissero; e così pure divise i due pesci
fra tutti. “E tutti mangiarono e si sazia-
rono. Ed essi raccolsero i pezzi, con i
quali si riempirono dodici ceste, e anche
gli avanzi dei pesci.  E quelli che avevano
mangiato erano cinquemila uomini.

Gesù sfugge alla folla che vule farlo re
Mt 14, 22_23 Mc 6, 45-46. Gv 6, 14-15

 * Quegli uomini dunque, veduto il mira-
colo, dicevano: « Questi è davvero il pro-
feta che deve venire nel mondo» Ma
Gesù, accortosi che venivano per rapirlo e
farlo re, si ritiro' di nuovo, solo sul monte

Gesù cammina sulle acque del lago
Mt 14, 22-33. Mc 6, 47-52. Gv 6, 16-21.

 * Subito dopo Gesù ordinò ai suoi disce-
poli d'entrare nella barca e di precederlo
all'altra riva, mentre egli congedava le
folle. “E dopo averle congedate salì da
solo sul monte a pregare. E, fattasi sera,
era là tutto solo.
Intanto la barca, già lontana molti
stadi dalla riva, era sbattuta dalle onde,
perché il vento era contrario. Ma alla
quarta vigilia della notte Gesù venne verso
di loro camminando sul lago.  I disce-
poli, vedendolo camminare sul lago si spa-
ventarono perché pensavano che fosse un
fantasma, dalla paura si misero a gridare.
Subito però Gesù disse loro: « Rassicu-
ratevi, sono io! Non temete! ››. Pietro gli
rispose: « Signore, se sei tu, fa che io
venga a Te sull'acqua! ››. Ed egli disse:
<< Vieni! ››. Pietro, sceso dalla barca, comin-
ciò a camminare sull'acqua per andare
verso Gesù. Quando però vide il forte
vento s'impaurì; e siccome cominciava ad
affondare, gridò: « Signore, Salvamil >›.
Subito Gesù stese la mano, lo afferrò e
gli disse: « Uomo di poca fede, Perché hai
dubitato›› E saliti sulla barca, il vento
cesso.E quelli che erano sulla barca si
prostrarono dinnanzi a lui dicendo: «Ve-
ramente tu sei Figlio di Dio! ».

Gesù e i discepoli ritornano alla riva
occidentale del lago
Mt 14,34-36. Mc 6. 53-56.

 * Passati poi all'altra riva, approdarono
a Genezareth. " E gli abitanti di quel lug.
go lo riconobbero e diffuseno la notizia in
tutti i dintorni e portarono a lui tutti ì
malati, "e lo pregavano di lasciar loro
toccare anche solo l'orlo del suo mantello;
e quanti lo toccavano erano guariti.


Rispose Gesù: « Questa è l'opera di Dio,
che crediate in colui che egli ha mandato ››.
Gli domandarono: « Qual segno ci dai tu
perchè vediamo e crediamo in te? Quale
opera fai? “ll nostri padri  mangiarono la
manna  nel deserto, come sta scritto:
<:Dette  loro da mamgiare pane dal cielo” ››.
“Rispose Gesù: « In verità in verità vi
dico: Non Mosè vi ha dato il pane dal
cielo: ma il Padre mio vi dà il pane dal
cielo, qnello voro. Infatti il pane di Dio
quello che discende dal cielo e dà la vita
al mando ». Gli dissero dunque: « Signo-
rc, dacci sempre questo pane ››.
Gesù disse loro: « Io sono il pane della
vita. Chi viene a me non avra' più fame; e
chi crede in me non avrà più sete. Ma
io ve l'ho detto: voi mi avete veduto, ep-
pure non credete. Tutto quello che il Pa-
dre mi dà, verrà a me; e chi viene a me,
io non lo caccerò fuori, "perché io sono
disceso dal cielo non per fare la mia vo-
lontà, ma la volontà di Colui che mi ha
mandato. Ora questa è la volontà di Co-
lui che mi ha mandato, che di quanto egli
mi ha dato nulla io lasci andare perduto,
ma lo risusciti nell'ultimo giorno.  Perchè
questa è la volontà del Padre mio, che
chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia
la vita eterna e io lo risusciti nell'ultimo
giorno ».
I Giudci mormoravano di lui, perché
aveva detto: “Io sono il pane disceso dal
cielo”. E dicevano: « Non è costui Gesù,
il figlio di Giuseppe; non conosciamo noi
suo padre e sua madre? Come dunque può
dire: “Io sono disceso dal cielo?” ››. Ge~
sù rispose: « Non mormorate tra voi!
Nessuno può venire a me, se il Padre
che mi ha mandato non lo attrae; e io lo
risusciterò nell'ultimo giorno. Sta scrit-
to nei profeti: “Tutti saranno ammaestrati
da Dio”. Dunque, chi ha ascoltato il Pa-
dre e ne riceve l'insegnamento viene a
me. Nessuno ha però veduto il Padre
se non colui che viene da Dio: questi ha
veduto il Padre. In verità in verità vi
dico: Chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri
padri mangiarono la manna nel deserto,
son morti. Questo è il pane che discen-
de dal cielo: se uno ne mangia non morrà.
 lo sono il pane vivo disceso dal cielo.
Chi mangerà di questo pane, vivrà in eter-
no; e il pane che io darò è la mia carne
per la vita del mondo ››. 
Ma i Giudei discutevano tra loro di-
cendo: « Come può costui darci da man-
giare la (sua) carne? ››. Disse loro Gesù:
 ln verità in verità vi dico: se non man-
giate la carne del Figlio dell'uomo e non
ne bevete il sangue, non avrete la vita in
voi. Chi mangia la mia carne e beve il
mio sangue, ha la vita eterna, e io lo risu-
seiterò nell'ultimo giorno. Perché la mia
carne è vero cibo, e il mio sangue e' vera
bevanda. Chi mangia la mia carne e beve
il mio sangue, rimane in me, e io in lui.
Comr il Padre, i1 Vivente, `ha mandato
me, e io vivo per il Padre, così chi mangia
di me vivrà per me. Questo è il  pane
discesa dal cielo. Non è come quello che
mangiarono i padri e morirono. Chi man-
gia questo pane vivrà in eterno. Queste
cose disse Gesù insegnando nella 
sinagoga Cafarnao.
Ora molti dei suoi discepoli, avendolo
udito, dicevano:«Questo linguaggio è
duro; e chi può intenderlo?>> Ma
 Gesù, conoscendo dentro di sé che
i suoi discepoli mormoravano di questo, disse 
loro:\\Questo vi scandalizza? E quando ve-
drete il Figlio dell'uomo ascendere dov'era
prima? E lo spirito che vivifica; la carne
non giova a nulla. Le parole che io vi ho
dette sono spirito e vita; ma vi sono
tra voi alcuni che non credono ». Infatti
Gesù sapeva fin da principio chi erano co-
loro che non credevano e chi era colui che
lo avrebbe tradito. E soggiunse: « Per
questo vi ho detto che nessuno può ve-
nire a me se non gli è dato dal Padre ››.
Dopo queste parole molti dei suoi di-
scepoli si ritirarono e non andarono più
con lui. "Disse allora Gesù ai dodici:
« Volete andarvene anche voi? ››. Simon
Pietro gli rispose: « Signore, da chi andre-
mo? .Tu hai parole di vita eterna, e noi
abbiamo creduto e sappiamo che tu sei
il Santo di Dio! ››Rispose loro Gesù:
« Non fui io a scegliere voi, i dodici? Ep-
pure uno di voi è un demonio ››. Parlava
di Giuda, figlio di Simone Iscariota. Co-
stui infatti, uno dei dodici, stava per tra~
dirlo.

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