Gesù di nazareth capitolo 9
A Gerusalemme, Gesù guarisce il para-
litico di Bethesda
Gv 5. 1-18.
* Dopo queste cose vi fu una festa dei
Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme. In
Gerusalemme, presso la porta delle Pe-
core, c'è una piscina, detta in ebraico
Bethesda, con cinque portici. Sotto questi
giaceva una gran quantità di ammalati,
ciechi, zoppi e paralitici, in attesa del mo-
vimento dell'acqua. Perché un angelo in
certi tempi discendeva nella piscina e agi-
tava l'acqua; e il primo immerso dopo il
movimento dell'acqua guariva da qualsiasi
malattia fosse afflitto.
Ora si trovava là un uomo che già da
trentotto anni soffriva della sua malattia.
Gesù, vedendolo là a giacere e sapendo
che già da molto tempo si trovava in
quello stato, gli disse: «Vuoi essere gua-
rito?››. 'Gli rispose l'infermo: « Signore,
non ho nessuno che, quando si agita l'ac-
qua, mi metta nella piscina; mentre io va-
do, un altro vi scende prima di me ››. Gli
disse Gesù: « Alzati, prendi il tuo giaciglio
e cammina ››. E subito l'uomo fu guarito
e, preso il suo giaciglio, camminava. Se-
nonchè quel giorno era un sabato. Per-
ciò i Giudei dicevano all'uomo guarito:
« E' sabato, tu non puoi portare il tuo gia-
ciglio ››. Rispose loro: Chi mi ha guarito
m'ha detto: Prendi il tuo giaciglio e cam-
mina ››. Gli domandarono: << Chi e' l'uo-
mo che ti ha detto: Prendi il tuo letto e
cammina?››. Ma il risanato non sapeva
chi fosse. Infatti Gesù si era dilegualo tra
la folla che si trovava in quel luogo.
Gesù lo ritrovò dopo, nel tempio, e gli
disse: « Vedi, tu sei guarito, non peccare
più perché non ti accada di peggio ››. Quel-
l'uomo allora se ne andò e disse ai Giudei
che a guarirlo era stato Gesù.
Perciò i Giudei perseguitavano Gesù
perché faceva tali cose di sabato. Ma
Gesù disse loro: « Il Padre mio opera con-
tinuamente e io pure opero ››. Per que-
sto a maggior ragione i Giudei cercavano
di ucciderlo: perche' non solo violava il
sabato, ma chiamava Dio suo Padre, fa-
cendosi in tal modo uguale a Dio.
A Gerusalemme, Gesù guarisce il para-
litico di Bethesda
Gv 5. 1-18.
* Dopo queste cose vi fu una festa dei
Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme. In
Gerusalemme, presso la porta delle Pe-
core, c'è una piscina, detta in ebraico
Bethesda, con cinque portici. Sotto questi
giaceva una gran quantità di ammalati,
ciechi, zoppi e paralitici, in attesa del mo-
vimento dell'acqua. Perché un angelo in
certi tempi discendeva nella piscina e agi-
tava l'acqua; e il primo immerso dopo il
movimento dell'acqua guariva da qualsiasi
malattia fosse afflitto.
Ora si trovava là un uomo che già da
trentotto anni soffriva della sua malattia.
Gesù, vedendolo là a giacere e sapendo
che già da molto tempo si trovava in
quello stato, gli disse: «Vuoi essere gua-
rito?››. 'Gli rispose l'infermo: « Signore,
non ho nessuno che, quando si agita l'ac-
qua, mi metta nella piscina; mentre io va-
do, un altro vi scende prima di me ››. Gli
disse Gesù: « Alzati, prendi il tuo giaciglio
e cammina ››. E subito l'uomo fu guarito
e, preso il suo giaciglio, camminava. Se-
nonchè quel giorno era un sabato. Per-
ciò i Giudei dicevano all'uomo guarito:
« E' sabato, tu non puoi portare il tuo gia-
ciglio ››. Rispose loro: Chi mi ha guarito
m'ha detto: Prendi il tuo giaciglio e cam-
mina ››. Gli domandarono: << Chi e' l'uo-
mo che ti ha detto: Prendi il tuo letto e
cammina?››. Ma il risanato non sapeva
chi fosse. Infatti Gesù si era dilegualo tra
la folla che si trovava in quel luogo.
Gesù lo ritrovò dopo, nel tempio, e gli
disse: « Vedi, tu sei guarito, non peccare
più perché non ti accada di peggio ››. Quel-
l'uomo allora se ne andò e disse ai Giudei
che a guarirlo era stato Gesù.
Perciò i Giudei perseguitavano Gesù
perché faceva tali cose di sabato. Ma
Gesù disse loro: « Il Padre mio opera con-
tinuamente e io pure opero ››. Per que-
sto a maggior ragione i Giudei cercavano
di ucciderlo: perche' non solo violava il
sabato, ma chiamava Dio suo Padre, fa-
cendosi in tal modo uguale a Dio.
Autodifesa di Gesù
Gv, 5, 19-47.
* Gesù prese allora la parola e disse
« In verità in verità vi dico: Il Figlio
non può far nulla da sé se non quello che
vede fare dal Padre: perché quello che fa
il Padre, questo egualmente fa anche il
Figlio. Poiché il Padre ama il Figlio e
gli manifesta tutto quanto egli fa: e gli
mostrerà opere ancora più grandi di que-
ste, e voi ne rimarrete meravigliati. In-
fatti, come il Padre risuscita i morti e do-
na loro la vita, così anche il Figlio dà la
vita a quelli che vuole. Infatti il Padre
non giudica nessuno, ma ha dato al Figlio
Ogni potere giudiziario, affinché tutti
onorino il Figlio come onorano il Padre.
Chi non onora il Figlio, non onora il Pa-
dre che l'ha mandato. In verità in veri-
tà vi dico: chi ascolta la mia parola, e
crede in Colui che mi ha inviato, ha la
vita eterna e non va incontro a condanna,
ma è passato dalla morte alla vita. In
verità in verità vi dico che l`ora viene, ed
è questa, nella quale i morti udiranno la
voce del Figlio di Dio, e quelli che l'avran-
no ascoltata vivranno. Infatti, come il
Padre ha la vita in sé stesso, cosi ha dato
anche al Figlio di avere la vita in sé stes-
so: e gli ha dato il potere di giudicare,
perché è Figlio d'uomo. Non vi meravi-
gliate di questo, perché viene l'ora nella
quale tutti coloro che sono nei sepolcri
udiranno la sua voce e ne usciranno:
quelli che fecero il bene verso una risur-
rezione di vita, e quelli che operarono il
male verso una risurrezione di condanna.
Da me stesso io non posso far nulla:
come ascolto, giudico; e il mio giudizio è
giusto, perché io non cerco la mia volon-
tà, ma la volontà di chi mi ha inviato.
Se io rendo testimonianza a me stes-
so, la mia testimonianza non è verace.
C'è un altro che mi rende testimonianza,
e io so che la testimonianza che egli rende
a me è verace. Voi mandaste da Gio-
vanni, ed egli rese testimonianza alla
verità. Non che io mi valga della testi-
monianza di un uomo, ma questo vi dico
per la vostra salvezza. Egli era la lucer-
na accesa e splendente, e voi avete voluto
per un poco gioire alla sua luce.
Ma io ho una testimonianza maggiore
di quella di Giovanni: infatti le opere che
il Padre mi ha dato da compiere, proprio
queste opere che io faccio, rendono testi-
monianza che il Padre mi ha mandato.
E il Padre che mi ha inviato, egli stesso
mi ha reso testimonianza. Ma voi non
avete mai udito la sua voce, né veduto il
suo volto; e non avete la sua parola
dimorante in voi, perché non credete a
colui che egli ha inviato.
Voi scrutate le Scritture perché pen-
sate di trovare in esse la vita eterna; e
sono quelle che rendono testimonianza di
me. Eppure voi non volete venire a me
per avere la vita! Io non accetto gloria
dagli uomini, ma so che non avete in voi
l'amore di Dio. Io sono venuto nel nome
del Padre mio, e voi non mi ricevete; se
altri venisse in nome proprio, voi lo rice-
vereste. Come potete credere, voi che
mendicate gloria gli uni dagli altri, e non
cercate la gloria che viene dall'unico Dio?
Non crediate che io voglia accusarvi
presso il Padre; c'è chi v'accusa: Mosè
nel quale voi sperate. Se credeste a Mo-
Sè. Credereste anche a me, poiché egli ha
scritto di me..Ma se voi non credete
alle sue scritture, come potrete credere
alle mio parole?
Gv, 5, 19-47.
* Gesù prese allora la parola e disse
« In verità in verità vi dico: Il Figlio
non può far nulla da sé se non quello che
vede fare dal Padre: perché quello che fa
il Padre, questo egualmente fa anche il
Figlio. Poiché il Padre ama il Figlio e
gli manifesta tutto quanto egli fa: e gli
mostrerà opere ancora più grandi di que-
ste, e voi ne rimarrete meravigliati. In-
fatti, come il Padre risuscita i morti e do-
na loro la vita, così anche il Figlio dà la
vita a quelli che vuole. Infatti il Padre
non giudica nessuno, ma ha dato al Figlio
Ogni potere giudiziario, affinché tutti
onorino il Figlio come onorano il Padre.
Chi non onora il Figlio, non onora il Pa-
dre che l'ha mandato. In verità in veri-
tà vi dico: chi ascolta la mia parola, e
crede in Colui che mi ha inviato, ha la
vita eterna e non va incontro a condanna,
ma è passato dalla morte alla vita. In
verità in verità vi dico che l`ora viene, ed
è questa, nella quale i morti udiranno la
voce del Figlio di Dio, e quelli che l'avran-
no ascoltata vivranno. Infatti, come il
Padre ha la vita in sé stesso, cosi ha dato
anche al Figlio di avere la vita in sé stes-
so: e gli ha dato il potere di giudicare,
perché è Figlio d'uomo. Non vi meravi-
gliate di questo, perché viene l'ora nella
quale tutti coloro che sono nei sepolcri
udiranno la sua voce e ne usciranno:
quelli che fecero il bene verso una risur-
rezione di vita, e quelli che operarono il
male verso una risurrezione di condanna.
Da me stesso io non posso far nulla:
come ascolto, giudico; e il mio giudizio è
giusto, perché io non cerco la mia volon-
tà, ma la volontà di chi mi ha inviato.
Se io rendo testimonianza a me stes-
so, la mia testimonianza non è verace.
C'è un altro che mi rende testimonianza,
e io so che la testimonianza che egli rende
a me è verace. Voi mandaste da Gio-
vanni, ed egli rese testimonianza alla
verità. Non che io mi valga della testi-
monianza di un uomo, ma questo vi dico
per la vostra salvezza. Egli era la lucer-
na accesa e splendente, e voi avete voluto
per un poco gioire alla sua luce.
Ma io ho una testimonianza maggiore
di quella di Giovanni: infatti le opere che
il Padre mi ha dato da compiere, proprio
queste opere che io faccio, rendono testi-
monianza che il Padre mi ha mandato.
E il Padre che mi ha inviato, egli stesso
mi ha reso testimonianza. Ma voi non
avete mai udito la sua voce, né veduto il
suo volto; e non avete la sua parola
dimorante in voi, perché non credete a
colui che egli ha inviato.
Voi scrutate le Scritture perché pen-
sate di trovare in esse la vita eterna; e
sono quelle che rendono testimonianza di
me. Eppure voi non volete venire a me
per avere la vita! Io non accetto gloria
dagli uomini, ma so che non avete in voi
l'amore di Dio. Io sono venuto nel nome
del Padre mio, e voi non mi ricevete; se
altri venisse in nome proprio, voi lo rice-
vereste. Come potete credere, voi che
mendicate gloria gli uni dagli altri, e non
cercate la gloria che viene dall'unico Dio?
Non crediate che io voglia accusarvi
presso il Padre; c'è chi v'accusa: Mosè
nel quale voi sperate. Se credeste a Mo-
Sè. Credereste anche a me, poiché egli ha
scritto di me..Ma se voi non credete
alle sue scritture, come potrete credere
alle mio parole?
Gesù insegna la mondezza interiore
Mc 7, 1-16 (17-23). Mt 15. (1-11) 12-20
'Dopo ciò, Gesù girava per la Galilea,
non volendo andare in Giudea perché i
Giudei cercavano di ucciderlo.
*Si radunarono intorno a lui i farisei
e alcuni scribi venuti da Gerusalemme, zi
quali videro che alcuni dei suoi discepoli
mangiavano con mani impure, cioè non
lavate. (infatti i farisei e tutti i Giudei,
non mangiano, se non dopo essersi lavate
le mani, fedeli alla tradizione degli anti-
chi; e di ritorno dal mercato non man-
giano senza essersi purificati; vi sono poi
tante altre cose che osservano per tradi-
zione: lavature di bicchieri, di brocche e
di vasi di rame). I farisei e gli scribi
dunque gli chiesero: « Perché i tuoi disce-
poli non seguono la tradizione degli anti-
chi ma prendono i loro pasti con mani
(-impure? ››. °Rispose loro: «Isaia ben pro-
fetò di voi, o ipocriti, quando scrisse:
Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
" E invano mi onora;
insegnando dottrine
che sono semplici precetti umani.”
“Voi trascurate il comandamento di
Dio e conservate invece la tradizione degli
uomini»,
° E soggiungeva: « Veramente voi toglie-
te ogni forza al comandamento di Dio per
osservare la vostra tradizione. "Mosè ad
esempio disse: “Onora tuo padre e tua mn-
dre“, e: “Chi maledice il padre o la mn-
dre sia messo a morte". Vol invece di-
te: “Se uno dice al padre o alla madre:
sia Corban (cioè da offrlrsi al Tempio)
tutto quello con cui potrei assistcrti ”
" costui non deve più fare cosa alcuna per
suo padre e sua madre. "In tal modo
rendete vana la parola di Dio con la tradi-
zione che vi siete tramandata. E fate mol~
te altre cose simili».
Poi, chiamata di nuovo a sé la folla
diceva: «Ascoltatemi tutti e intendete.
“Non c'è nulla fuori dell'uomo che en-
trando in lui possa contaminarlo; ma quel
che esce dall'uomo, questo sì contamina
l'uomo. “Se alcuno ha orecchi da inten-
dere intenda ››.
Allora, i discepoli avvicinatisi, gli dis-
sero: «Lo sai che i farisei si sono scan›
dalizzati per le tue parole?››. “Rispose
loro: « Ogni pianta che il Padre mio che
è nei cieli non ha piantato, sarà sradicata.
“Lasciateli: sono ciechi e guide di ciechi.
Ma se un cieco guida un altro cieco, tutt'e
due cadranno in un fosso ››.
Pietro gli chiese: «Spiegaci la para~
bola››. "E Gesù: « Voi pure siete ancora
privi di intelletto? "Non capite che tut-
to quel che entra nella bocca passa nello
stomaco e va nella fogna? “Mentre quel
che esce dalla bocca viene dal cuore, ed
è questo che contamina l'uomo. Perché
dal cuore escono i pensieri cattivi, gli omi-
Cidi, gli adultèri, le fornicazioni, i furti, le
false testimonianze, le bestemmie. Que-
ste sono le cose che contaminano l'uomo;
ma il mangiare con mani non lavate non
contamina l'uomo ››.
sero: «Lo sai che i farisei si sono scan›
dalizzati per le tue parole?››. “Rispose
loro: « Ogni pianta che il Padre mio che
è nei cieli non ha piantato, sarà sradicata.
“Lasciateli: sono ciechi e guide di ciechi.
Ma se un cieco guida un altro cieco, tutt'e
due cadranno in un fosso ››.
Pietro gli chiese: «Spiegaci la para~
bola››. "E Gesù: « Voi pure siete ancora
privi di intelletto? "Non capite che tut-
to quel che entra nella bocca passa nello
stomaco e va nella fogna? “Mentre quel
che esce dalla bocca viene dal cuore, ed
è questo che contamina l'uomo. Perché
dal cuore escono i pensieri cattivi, gli omi-
Cidi, gli adultèri, le fornicazioni, i furti, le
false testimonianze, le bestemmie. Que-
ste sono le cose che contaminano l'uomo;
ma il mangiare con mani non lavate non
contamina l'uomo ››.
Gesù esaudlsce la donna cananea
Mt 15, 21-28. Mc. 7, 24-30.
* Poi, allontanatosi di là, Gesù si ritirò
nella regione di Tiro e Sidone.
Ed ecco una donna cananea, di quella
regione, si avvicinò e gridò: «Abbi pietà
di me, Signore, Figlio di Davide! La mia
figliola è crudelmente tormentata da un
demonio ››. “Ma egli non le rispose nem-
meno una parola. Allora i suoi discepoli si
avvicinarono e lo pregarono: « Rimandala
contenta perché ci vien dietro gridando! ››.
Gesù rispose: « Io non sono stato man-
dato che alle pecore perdute d'Israele ››.
“La donna tuttavia, fattasi avanti, si
prostrò e insisteva: « Signore, aiutami! ».
Egli le rispose: « Non è bene prendere il
pane dei figli e gettarlo ai cagnolini ››.
Riprese la donna: « Sì, Signore, ma an-
che i cagnolini mangiano le briciole che
cadono dalla mensa dei loro padroni».
Allora Gesù: «O donna, la tua fede è
grande: ti sia fatto come vuoi! ››. E da
quel momento la sua figlia fu guarita.
Gesù guarisce un sordo balbuziente
Mc 7, 31-37.
Di nuovo, partito dalla regione di Ti-
ro, andò per la via di Sidone verso il lago
di Galilea, nel territorio della Decapoli.
“Gli conducono un sordo balbuziente e
pregano di imporgli la mano. Ed egli,
trattolo in disparte dalla folla, gli mise le
dita sugli orecchi e con la saliva gli toccò
la lingua; poi, guardando il cielo, sospi-
rò, egli disse: « Effatà, cioè: apriti ››. “E
subito gli s'aprirono gli orecchi, gli si sciol-
se il nodo della lingua, e parlava bene.
Gesù ordinò che non lo dicessero a nes-
suno; ma quanto più lo proibiva, tanto più
lo divulgavano e pieni di ammirazione,
dicevano: « Egli ha fatto ogni cosa bene:
fa udire i sordi e fa parlare i muti».
Mc 7, 31-37.
Di nuovo, partito dalla regione di Ti-
ro, andò per la via di Sidone verso il lago
di Galilea, nel territorio della Decapoli.
“Gli conducono un sordo balbuziente e
pregano di imporgli la mano. Ed egli,
trattolo in disparte dalla folla, gli mise le
dita sugli orecchi e con la saliva gli toccò
la lingua; poi, guardando il cielo, sospi-
rò, egli disse: « Effatà, cioè: apriti ››. “E
subito gli s'aprirono gli orecchi, gli si sciol-
se il nodo della lingua, e parlava bene.
Gesù ordinò che non lo dicessero a nes-
suno; ma quanto più lo proibiva, tanto più
lo divulgavano e pieni di ammirazione,
dicevano: « Egli ha fatto ogni cosa bene:
fa udire i sordi e fa parlare i muti».
Gesù opera la seconda moltiplicazione dei
pani
Mt 15, 29-39. Mc 8, 1-10.
* Lasciati quei luoghi, Gesù andò lungo
il lago di Galilea, salì sul monte e la si
sedette. Lo raggiunse una folla nume-
rosa che aveva con sé zoppi, storpi, ciechi,
muti e molti altri infermi e li misero ai
suol piedi, ed egli li guarì. “E la folla
ne restò meravigliata perche' i muti par-
lavano, gli storpi si raddrìzzavano, gli Zop-
pi camminavano, i ciechi vedevano: e glo-
rificavano il Dio d`Israele.
Quindi Gesù, chiamati a se i discepoli
disse: «Ho pietà di questa folla perché
sono già tre giorni che mi segue e non
ha niente da mangiare. E non voglio ri-
mandarla digiuna perché non abbia a sve-
nire per la strada ››. “ Gli dicono i disce-
poli: « Dove mai possiamo trovare nel dc›
serto pani sufficienti per saziare tanta
gente? ››. Gesù domandò loro: « Quanti
pani avete? ››. E quelli: « Sette e alcuni pe-
sciolini ››. Allora Gesù Ordinò alla folla
di sedersi per terra; prese i sette pani
e i pesci, disse la benedizione, li spezzò e
li diede ai suoi discepoli e i discepoli li
diedero alle folle. E mangiarono tutti e
si saziarono; e dei pezzi avanzati portaro-
no via sette sporte piene. 3° E coloro che
avevano mangiato erano quattromila uo-
mini, senza contare le donne e i bambini.
Poi, congedate le folle, egli montò sul-
laibarca e andò nel territorio di Magadan.
I Farisei chiedono a Gesù un segno dal
cielo
Mt 16. 1-4. Mc 8, 11-13.
* Gli si avvicinarono Farisei e sadducei
per metterlo alla prova e gli chiesero di
mostrar loro un segno dal ciclo. Egli
rispose loro: «Quando si fa sera voi di-
te: "Vi sarà bel tempo perché il cielo è
rosso. E la mattina: "Oggi ci sarà
pioggia perché il cielo è rosso e minaccio-
so”. Voi sapete dunque interpretare l'a-
spetto del cielo, ma non sapete interpre-
tare i segni dei tempi. Generazione mal-
vagia e adultera! Richiede un segno; ma
nessun segno le sarà dato, se non il se-
gno di Giona ››. E, lasciatili, se ne andò.
Il segno dal cielo è lo stesso Gesù
Mt 12, 38-42. Lc 11, 29-36.
* Affollandosi gente intorno, egli comin-
cio' a dire: «Questa generazione è una
generazione malvagia: richiede un segno,
ma non le sarà dato altro segno se non
quello di Giona. Infatti, come Giona
divenne un segno per i Niniviti, così il
Figlio dell'uomo lo sarà per questa gene-
razione. La Regina del Mezzogiorno ri-
sorgerà nel dì del Giudizio con gli uomini
di questa generazione, e li condannerà
poiché essa venne dagli estremi confini
della terra per ascoltare la sapienza di
Salomone; ma qui vi è uno che e' assai
più di Salomone! Gli uomini di Ninive
risorgeranno nel giorno del Giudizio con
questa generazione e la condanneranno,
perché essi hanno ascoltato la predicazio-
ne di Giona e si sono ravveduti; ma qui
vi è uno ché è assai più di Giona!
Nessuno accende una lucerna e la po-
ne in un angolo o sotto il moggio, ma sul
lucerniere affinché quelli che entrano ve-
dano la luce. La lucerna del corpo è il
tuo occhio. Se il tuo occhio è sano, anche
il tuo corpo sarà tutto illuminato; ma se il
tuo occhio è malato, anche il tuo corpo
sarà nelle tenebre. Bada dunque che la
luce che è in te non sia tenebra. Se dun-
que il tuo corpo è tutto illuminato e non
ha nessuna parte buia, sarà illuminato
completamente, come quando la lucerna
t'illumina col suo splendore! ››.
« Guardatevl dal lievito dei farísei ››
Mc 16, 5-12. Mc 8, 14›21.
* E passando all'altrn riva, i discepoli si
erano dimenticati di prendere con se del
pane. “Gesù disse loro: « Aprite gli occhi
e guardatevi dal lievito dei farisei c dei
sadducci ››. Ma essi rngionavuno tra loro
e dicevano: «Non abbiamo preso pane ››.
°Gesù, accortoscnc, disse: « Che ragionato
tra voi. gente di poca fede, perche non
avete pani? °Non capite ancora, né ricor-
date i cinque pani dei cinquemila e quanti
panieri ne raccoglieste? “Né i sette pani
dei quattromila, e quante cestc nc racco-
glieste? “Come mai non capite che non
del pane io vi parlavo quando vi dissi:
guardatevi dal lievito dei farisei e dei sad-
ducei? ››. "Allora compresero che non ave-
va detto loro di guardarsi dal lievito del
Dane, ma dall'insegnamento dei farisei e
dei sadducei.
Gesù guarisce il cieco di Betsaida
Mc 8. 22-26.
* E giunsero a Betsaida. Allora gli por-
tarono un cieco e lo pregarono di toc-
carlo. Ed egli, preso il cieco per la ma-
no lo condusse fuori del villaggio, gli mise
della saliva sugli occhi, gli impose le mani
e gli chiese: «Vedi qualcosa? ››. “Allora
il cieco disse: « Scorgo degli uomini per-
chè vedo come degli alberi che cammi-
nano ». "Allora gli impose di nuovo le
mani sugli occhi e quello vide distinta-
mente e si trovò guarito; e vedeva netta-
mente da lontano tutte le cose. Gesù lo
rimandò a casa sua, dicendo: « Non entra-
re neppure nel villaggio ››.
Pietro confessa la divinità di Gesù, e Gesù
`gli promette il primato
Mt 16, 13-20. Mc 8, 21-30. Lc 9, 13-21.
* Ma quando Gesù arrivò nel territorio
di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi di-
scepoli: Chi dicono gli uomini che sia il
figlio dell'uomo?››. Risposero: «Alcuni
dicono che sia Giovanni il Battista, altri
Elia, altri ancora Geremia o uno dei pro-
feti ››. Allora egli disse loro: « Ma voi, chi
dite che io sia? ››. Rispose Simon Pietro:
«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente ».
E Gesù gli rispose: « Tu sei beato,
Simone Bar-Iona, poiché ciò non ti è stato
rivelato dalla carne o dal sangue, ma dal
Padre mio che è nei cieli. E io ti dico
che tu sel Pietro, e sopra questa pietra edi-
ficherò la mia Chiesa, e le potenze dell'in-
ferno non prevarranno contro di essa. A
te darò le chiavi del Regno dei cieli; e ciò
che legherai sulla terra sarà legato nei
cieli, e ciò che scioglierai sulla terra sarà
sciolto nei cieli.
Poi ordinò ai discepoli di non rivelare
che egli era il Cristo.
Gesù comincia a parlare della sua passio-
ne e della sua morte
Mt 16, 21-13. Mc 8, 31-33. Lc 9, 22.
* Da allora Gesù (il Cristo) cominciò a
dire apertamente ai suoi discepoli che egli
doveva andare a Gerusalemme e soffrire
molte cose dagli anziani, dai capi dei sa-
cerdoti e dagli scribi, ed essere ucciso e
sarebbe risorto il terzo giorno. “Allora
Pietro, presolo in disparte, cominciò a pro~
testare, dicendo: « Dio non lo voglia, o Si-
gnore! Questo non t'avverrà››. Ma egli
si volse e disse a Pietro: « Va' via da me,
satana! Tu mi sei di scandalo perche' non
hai i sentimenti di Dio, ma quelli degli
uomini ››.
« Se qualcuno mi vuol seguire, rinunzi a
se stesso ››
Mt 16, 24-28. Mc 8, 34-38; 9, 1. Lc 9, 23-27
* Allora Gesù disse ai suoi discepoli:
« Se qualcuno mi vuol seguire, rinunzi a
se stesso, prenda la sua croce e così mi
segua. Perché chi vorrà salvare la pro-
pria vita, la perderà; ma chi perderà la
sua vita per me, la salverà. Che giova
all'uomo guadagnare tutto il mondo se poi
danneggia la propria vita? O che può dare
l'uomo come prezzo per riacquistare la
sua vita? Perché il Figlio dell'uomo ver-
rà nella gloria del Padre suo coi suoi an-
geli, e allora renderà a ciascuno secondo le
proprie opere. In verità vi dico: alcuni
di quelli che sono qui presenti non mor-
ranno prima d'aver veduto il Figlio del-
uomo venire con il suo Regno ».
Su un alto monte Gesù si tranflgura
Mt 17, 1-15. Mc 9, 23. Lc 9, 28-36.
* Sei giorni dopo Gesù prese con sé Pie-
tro, Giacomo e suo fratello Giovanni, e li
condusse in disparte su un alto monte.
Qui, sotto i loro occhi, egli si trasfigurò:
e il suo volto splendeva come il sole e le
sue vesti divennero bianche come la luce.
Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia i
quali conversavano con lui. Pietro allora
si rivolse a Gesù esclamando: « Signore,
si sta bene qui! Se vuoi, farò qui tre tende:
una per te, una per Mosè e una per Elia ››
Mentre ancora parlava, una nube lumi-
nosa li avvolse, e dalla nube una voce
diceva: « Questi è il mio Figlio diletto, nel
quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo! ››.
A queste parole i discepoli caddero boc-
coni a terra presi da grande timore. Ma
Gesù si avvicinò a loro e toccandoli disse:
« Levatevi e non temete ››. Ed essi, alzati
gli occhi, non videro che Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù or-
dinò loro: « Non parlate a nessuno di que-
sta visione finché il Figlio dell'uomo non
sia risorto dai morti ››. I discepoli gli do-
mandarono: « Perché dunque dicono gli
Scribi che prima deve venire Elia? ››. Ri-
spose: « Certamente, Elia viene a mettere
in ordine ogni cosa; io però vi dico che
Elia è già venuto e non l'hanno ricono-
sciuto, ma l'hanno trattato come hanno
voluto. Così anche il Figlio dell'uomo avrà
molto da soffrire da parte loro ››. Allora
I discepoli capirono che aveva loro parlato
dl Giovanni il Battista.
GESU' DI NAZARETH capitolo 10
Gesù guarisce un epilettico
Mr 17, 14-21. Mc 9, 14-29. Lc 9, 37-42.
*Quando essi tornarono dagli altri di-
scepoli, videro una gran folla intorno ad
essi e degli scribi che discutevano con loro.
“E subito la folla, appena vide Gesù, ne
fu sorpresa e corse a salutarlo. Ed egli
l'interrogò: « Di che discutete con loro? ››.
Uno della folla gli rispose: « Maestro, io
ti ho portato mio figlio che ha uno spirito
muto, il quale, dovunque si impadroni-
sce di lui, lo butta a terra; ed egli schiuma,
digrigna i denti e giace a terra irrigidito.
Ho chiesto ai tuoi discepoli di scacciarlo,
ma non ne sono stati capaci».
Rispose loro: «O generazione incre-
dula, fino a quando dovrò stare con voi?
Fino a quando vi sopporterò? Portatelo da
me! ››. E lo condussero da lui. Appena
ebbe visto Gesù, lo spirito scosse violente-
mente il ragazzo che, caduto, si rotolava
per terra con la schiuma alla bocca. Ge-
sù domandò al padre: « Da quanto tempo
gli succede questo? ››. E il padre rispose:
« Dall'infanzia; e spesso l'ha gettato an-
che nel fuoco e nell'acqua per farlo mo-
rire. Ma tu, se puoi farci qualche cosa,
abbi pietà di noi e aiutaci! ››. Riprese
allora Gesù: « Se puoi! Ogni cosa è possi-
bile a chi crede ››. Il padre del fanciullo
subito gridò: « Io credo; aiuta tu la mia
poca fede! ››.
Gesù allora, vedendo la folla che af-
fluiva correndo, comandò allo spirito im-
puro: « Spirito muto e sordo, io te lo co-
mando, esci da costui e non entrarvi rnai
più! ››. L0 spirito, dopo aver gridato e
averlo molto straziato, uscì, e il fanciullo
rimase tramortito, tanto che molti dice-
vano: << E' morto ››. Ma Gesù, prendendo-
gli la mano, lo rialzo; e quello si mise in
piedi.
E quando Gesù giunse a casa, i suoi
discepoli gli chiesero in privato: « Perché
noi non abbiamo potuto scacciarlo? ››.
Rispose loro: « Questa specie di demoni
non si può scacciare se non con la pre-
ghiera (e con il digiuno).
Gesù predice nuovamente la sua morte
Mt 17, 22-23. Mc 9, 30-32. Lc 9, 43-45.
*Quindi, partiti di là, s'aggiravano per
la Galilea, ma Gesù non voleva che alcuno
lo sapesse; poiché egli si dedicava solo
all'ammaestramento dei suoi discepoli, e
diceva loro: « Il Figlio dell'uomo sarà con-
segnato nelle mani degli uomini, e lo ucci-
deranno; ma tre giorni dopo la sua morte
risorgerà». “Ma essi pur non compren-
dendo questa parola, non osavano di inter-
rogarlo.
Il didramma del tributo
Mt 17, 24-27.
* Giunti poi a Cafarnao, gli esattori del
didramma si accostarono a Pietro e dis-
sero: « Il vostro maestro non paga il di-
dramma? ››. « Sì ››, rispose. In casa, Gesù
lo prevenne dicendo: « Che te ne pare, Si-
mone? I re della terra da chi percepiscono
tasse o tributi, dai loro figli o dagli estra-
nei? ››. « Dagli estranei», rispose Pietro.
E Gesù: «Dunque i figli ne sono esenti.
Ma per non scandalizzarli, va' al mare,
getta l'amo e il primo pesce che viene su,
prendilo, aprigli la bocca e vi tróverai uno
statère. Prendilo e dallo a loro per me e
per te ››.
Gesù comanda l'umiltà
Mt 1,8, 1-5. Mc 9, 33-37. Lc 9, 46-48.
* Poi chiese loro: « Di che cosa discor-
revate lungo la via?››. Ma essi taceva-
no perché per via avevano discusso chi
fosse il primo fra loro. Allora egli, mes-
sosi a sedere, chiamò i dodici e disse lo-
ro:-« Se uno vuol essere il primo, sia l'ul-
timo di tutti e il servo di tutti». E pre-
so un bambino, lo pose in mezzo a loro
e presolo sulle ginocchia disse: Chiun-
que riceve un bambino come questo nel
mio nome, riceve me; e chiunque riceve
me, non riceve me, ma Colui che mi ha
mandato ».
Gesù raccomanda la tolleranza
Mc 9, 38-41. Lc 9, 49-50.
* Giovanni gli disse: « Maestro, abbia-
mo veduto uno, che non è dei nostri, scac-
ciare i demoni nel nome tuo; e siccome
non era dei nostri, volevamo proibirglie-
lo ». Ma Gesù rispose: « Non glielo proi-
bite, perché non c'è nessuno che faccia
prodigi nel nome mio e possa subito do-
po parlar male di me. Chi infatti non è
contro di noi, è per noi. E chiunque vi
darà da bere anche solo un bicchier d'ac-
qua perché appartenete a Cristo, io vi di-
co in verità che non perderà la sua ri-
compensa ››.
Gesù condanna lo scandalo
Mt 18, 6-9. Mc 9, 42-50. Lc 17, 1-2.
* Ma chiunque avrà scandalizzato uno
di questi piccoli che credono in me, sa-
rebbe meglio per lui che gli fosse appesa
al collo-una macina da mulino, e fosse
buttato in mare.
Se la tua mano ti è occasione di pec-
cato, tagliala: meglio è per te entrare nel-
la vita monco che avere due mani e an-
dare nella Geenna, nel fuoco inestingui-
bile (dove il loro verme non muore e
il fuoco non si estingue). E se il tuo
piede ti è occasione di peccato, taglialo:
è meglio per te entrare nella vita zoppo
che essere gettato con due piedi nella
Geenna ( dove il loro verme non muore
e il fuoco non si estingue). “ E se il tuo
occhio ti è occasione di peccato, càvate-
lo: é meglio per te entrare nel regno di
Dio con un occhio solo che essere gettato
con due occhi nella Geenna, dove il lo-
ro verme non muore e il fuoco non si
estingue. Perché ognuno sarà salato col
fuoco. E' buono il sale; ma se il sale
diventa insipido, con che cosa gli ridarete
sapore? Abbiate del sale in voi stessi e
state in pace gli uni con gli altri ››.
Gesù vuole la bontà verso i piccoli e gli erranti
Mt, 18, 10-14.
* Badate di non disprezzare “eppure
uno solo di questi piccoli, perche' io vi
dico che i loro angeli vedono sempre nel
cielo la faccia del Padre mio che è nei
cieli.
Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a
salvarê quello che era perduto. Che vi
pare di questo: se un uomo ha cento pe-
core e una di esse si smarrisce non la-
scerà le novantanove sui monti per andare
in cerca di quella che si è smarrita? E
se gli riesce di trovarla, in verità vi dico
che egli si rallegra di più per questa che
non per le novantanove che non si sono
smarrite. “Questa pure è volontà del Pa-
dre vostro che e nei cieli: che neppure
uno di questi piccoli vada perduto ››.
Gesù insegna la correzione fraterna
Mt 18, 15-17. Lc 17, 3-4.
* Se tuo fratello ha mancato contro
di te, va' e riprendilo fra te e lui solo. Se
ti ascolta, hai salvato tuo fratello. Se non
t'ascolta, prendi con te una o due altre
persone, perché ogni cosa venga risolta
sulla parola di due o tre testimoni. E se
non ascolterà nemmeno questi, dillo alla
Chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la
Chiesa, consideralo come un pagano e un
pubblicano.
Gesù conferisce agli Apostoli la missione
di perdonare
Mt. 18, 18-22.
* In verità vi dico: tutto quello che
avrete legato sulla terra, sarà legato an-
che in cielo; e tutto quello che avrete
sciolto sulla terra sarà sciolto anche in
cielo.
Inoltre in verità vi dico: se due di voi
sulla terra si uniranno per domandare
qualsiasi cosa, sarà loro concessa dal Pa-
dre mio che è nei cieli. Perché là dove
sono due o tre adunati nel nome mio, io
sono in mezzo a Loro ››.
Allora Pietro, avvicinatosi, gli doman-
dò: « Signore, se mio fratello pecca con-
tro di me, quante volte dovrò perdonar-
gli? Fino a sette volte? ››. Gli risponde
Gesù: «Io ti dico: non sette volte, ma
fino a settanta volte sette ››
Parabola dei servì debitori
Mt 18, 23-35.
* Infatti il Regno dei cieli può essere
paragonato a un re che volle regolare i
conti con i suoi servi. “E per primo gli
fu condotto davanti uno che gli era de-
bitore di diecimila talenti. Ma dato che
egli non poteva pagare, quel padrone co-
mandò che fosse venduto lui con la mo-
glie, i figli e tutto quello che possedeva,
e così il debito fosse pagato. Ma il ser-
vo, gettandosi ai suoi piedi, lo scongiura-
va dicendo: “Signore, abbi pazienza con
me e ti renderò tutto”. E quel signore,
mosso a compassione di quel servo, lo
lasciò andare e gli condonò il debito. Ap-
pena uscito, il servo trovò uno dei suoi
compagni che gli doveva cento denari; e
afferratolo alla gola da strozzarlo, gli dis-
se: “Rendimi quel che mi devi”. Quel
compagno, gettatosi ai suoi piedi, lo sup-
plicava dicendo: “Abbi pazienza con me
e ti renderò tutto”. Ma l'altro non ce-
dette, anzi andò e lo fece gettare in car-
cere finché non avesse pagato il debito.
I suoi compagni, veduto il fatto, ne fu-
rono profondamente indignati e andarono
ã riferire al loro padrone tutto l'accaduto.
Allora egli lo fece chiamare e gli disse:
Servo malvagio, io ti condonai tutto quel
debito perché tu mi supplicasti; “non
dovevi anche tu avere pietà del tuo com-
pagno come io ho avuto pietà di te?”.
“E il padrone, sdegnato, lo consegnò ai
torturatori finché non avesse pagato tutto
quello che gli era dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà
con voi, se ognuno di voi non perdonerà
di cuore al proprio fratello».
Gesù si avvia verso Gerusalemme
Lc. 9, 51.
* E quando giunse il tempo di essere
tolto dal mondo, Gesù si mise risoluta~
mente in viaggio verso Gerusalemme.
Condizioni per seguire Gesù
Mt. 8, 19-22. Lc. 9, 57-62.
* Mentre camminavamo, uno per la
strada gli disse: << Io ti seguirò dovunque
tu vada», “Gesù gli rispose: «Le volpi
hanno tane, gli uccelli del cielo nidi, ma il
Figlio dell'uomo non ha dove posare il
capo ››. “A un altro disse: « Seguimi». Ma
quello rispose: « Signore, permetti prima
che io vada a seppellire il padre mio ››.
“E Gesù: «Lascia che i morti seppelli-
scano i loro morti; tu 'va' e annuncia il
regno di Dio ››. “E un altro ancora gli
disse: «Io ti seguirò, Signore, ma prima
permettimi di congedarmi da quelli di ca-
Sa mia». Gli rispose Gesù: «Chiunque
guarda indietro, mentre mette mano al-
l'aratro, non è adatto al regno di Dio ››.
« Guai a te Corozain, guai a te Betsaida! ››
Mt 11.20-24. Lc 10. 13-15.
* Allora cominciò a sdegnarsi con le
città nelle quali aveva compiuto la mag-
gior parte dei suoi prodigi, perché non si
erano ravvedute: « Guai a te, Corozain!
Guai a te, Betsaida! Perché, se in Tiro e
in Sidone fossero stati fatti i prodigi com-
piuti in mezzo a voi, già da tempo in sac~
co e cenere avrebbero fatto penitenza.
Ebbene io vi dico che a Tiro e a Sidone
sarà usato meno rigore nel giorno del
Giudizio che non a voi. E tu, Cafarnao,
sarai forse innalzata fino al cielo? Sino
all'inferno sarai sprofondata. Perché se in
Sodoma fossero stati fatti i prodigi com-
piuti in te, ancora oggi esisterebbe. Eb-
bene, io vi dico che alla terra di Sodoma
nel giorno del Giudizio sarà usato meno
rigore che non a te ››.
Gesù non è accolto in Samaria
Lc 9, 52-56.
* E mandò innanzi dei messaggeri i
quali, messisi in cammino, entrarono in un
villaggio dei Samaritani a preparare per
lui. Ma questi non l'accolsero perché era
diretto a Gerusalemme. “Vedendo ciò i
discepoli Giacomo e Giovanni dissero:
« Signore, vuoi che chiediamo al fuoco di
scendere dal cielo e di bruciarli? ››.Ma
egli, voltosi, li rimproverò.
E partirono per un altro villaggio.
Gesù manda i 72 discepoli a predicare
Le 10, 1-12; 10, 16.
* Dopo queste cose il Signore scelse al-
tri settantadue discepoli e li mandò a due
a due dinanzi a sé, in ogni città e luogo
dove egli aveva intenzione di andare. E
disse loro: « La messe è molta, ma gli ope-
rai sono pochi. Pregate dunque il Signore
della messe, che mandi operai alla sua rac-
colta. Andate: ecco io vi mando come
agnelli in mezzo ai lupi. Non portate né
borsa, né sacca, né sandali, e non salutate
nessuno per via. Quando entrerete in una
casa, prima dite: “pace a questa casa”.
se vi sarà là un figlio di pace, si posera
su di lui la vostra pace: se no, ritornera a
voi. E in quella casa rimanete mangian-
do e bevendo quel che vi sarà dato, per-
ché l'operaio ha diritto alla sua mercede.
Non passate di casa in casa. E in qualun-
que città entriate, se vi ricevono, mangia-
te quel che vi è servito, guarite in essa
gli infermi, e dite loro: “Sta per venire il
Regno di Dio”. Ma se entrando in una cit-
tà, non vi accoglieranno, uscite sulle piaz-
ze e dite: Anche la polvere della vostra
città che si è attaccata ai nostri piedi, noi
la scuotiamo su voi; tuttavia sappiate che
il regno di Dio sta per venire. Io vi di-
co che Sodoma in quel giorno sarà trat-
tata meno duramente di quella città.
Chi ascolta voi ascolta me; e chi re-
spinge voi respinge me; e chi respinge me
respinge Colui che mi ha mandato ››.
Il ritorno dei discepoli
Le 10, 17-20.
* Quando tornarono i settantadue era-
no pieni di gioia e dicevano: << Signore, an-
che i demoni si sono sottomessi a noi nel
tuo nome». “Ed egli disse loro: «Vede-
vo Satana cadere dal cielo come una fol-
gore. -Ecco, io ho dato a voi potere di
camminare sopra serpenti e scorpioni e
sopra ogni potenza del nemico: e niente
vi nuocerà. Ma non rallegratevi perché
gli spiriti vi sono sottomessi; rallegratevi
piuttosto perché i vostri nomi sono scritti
nel cielo »_
« Venite a me ››
Mt ll, 25-30. Lc 10, 21-22.
* In quella medesima ora esultò nello
Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lo-
de, o Padre, Signore del cielo e della ter-
ra, che nascondesti queste cose ai dotti e
ai sapienti e le rivelasti ai semplici. Sì,
Padre, perché così ti è piaciuto. “Ogni
cosa mi è stata data dal Padre mio, e nes-
suno conosce il Figlio se non il Padre, e
nessuno conosce il Padre se non il Figlio
e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
"Venite a me, voi tutti che siete stan-
chi e oppressi, e io vi darò sollievo.
Prendete su di voi il mio giogo e impa-
rate da me che sono mite e umile di cuo~
re, e troverete riposo alle anime vostre;
perché il mio giogo è lieve e il mio pe-
so è leggero ››.
« Beati voi che mi vedete ››
Lc 10, 23-24.
* E rivolto ai discepoli in disparte sog-
giunse: «Beati gli occhi che vedono ciò
che vedete voi. Io vi dico che molti pro-
feti e re desiderarono di vedere ciò che
voi vedete e non lo videro, e udire ciò che
voi udite, e non l'udirono ››.
La parabola del buon samaritano
Lc 10, 25-37.
* Ed ecco, un dottore della legge si al-
zò e gli disse, per metterlo in imbarazzo:
« Maestro, che cosa devo fare per ottenere
la vita eterna? » Gli rispose: « Nella Leg-
ge che cosa sta scritto? Che vi leggi?››.
E quello: «Amerai il Signore Dio tuo
con tutto il tuo cuore e con tutta la tua
anima e con tutte le tue forze e con tutta
la tua intelligenza e il prossimo tuo come
te stesso ››. Gli disse: « Hai risposto esat-
tamente. Fa' questo e vivrai ››. Ma quel-
lo, volendo giustificarsi chiese a Gesù: « E
chi è il mio prossimo? ››.
Allora Gesù riprese: «Un uomo che
scendeva da Gerusalemme a Gerico s'im-
batté in briganti, i quali, avendolo percos-
so e spogliato, se n'andarono lasciandolo
mezzo morto. Per caso un sacerdote
scendeva da quella stessa strada; lo vide
e passò oltre. “Anche un levita, che pas-
sava per quel luogo, lo vide ma passò ol-
tre. Ma un samaritano, che era in viag-
gio, gli passò vicino, e vedendolo, ne eb-
be compassione: gli s'accostò, fasciò le
sue ferite versandovi sopra olio e vino; e
caricatolo sul suo giumento, lo condusse
alla locanda e si occupò di lui. Il giorno
dopo, messi fuori due denari, li diede al
locandiere dicendo: “Abbi cura di lui, e
quanto spenderai in più, te lo renderò al
mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra
sia stato il prossimo per colui che s'era
imbattuto nei briganti? ››.Rispose“ Co-
lui che gli usò misericordia». Gli disse
Gesù: « Va' e fa tu pure a quel modo ».
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